Martedì, 23 Luglio 2024
L’omicidio / Centro Storico / Largo Fratelli Alinari

I negozianti della zona: “Situazione degenerata, c’è da avere paura anche di giorno”

“Abituati a ubriachi molesti, furti e borseggi. Ma un episodio così grave non ce lo ricordiamo”

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“Non sapevo niente dell’accoltellamento. Comunque c’è poco da commentare, qui è una situazione pessima (il termine è più colorito, ndr) che continua a degenerare. Tra balordi ubriachi e borseggiatori, anche dentro il negozio, in alcune ore della giornata bisogna avere otto occhi”. A dirlo è Giulio, responsabile del negozio di calzature Bata all’angolo con Largo Alinari dove è avvenuto l’omicidio di questa notte.  “Quando ho iniziato a lavorare a Firenze, oltre 20 anni fa, c’erano due-tre vigili che giravano continuamente, adesso niente. Sono tornato qua da due anni e mezzo e ho trovato tutto molto peggiorato. Domenica sera ho dovuto rincorrere in strada un ragazzo che aveva rubato uno zaino, a mio rischio. Capisco che siamo nella zona della stazione ma non è Milano o Napoli, si potrebbe controllare di più”. Le parole sono le stesse che risuonano, seppur in maniera molto stringata, al bar Alinari Cafè: “La situazione è brutta, ogni giorno succede qualcosa, non ci stupiamo più di niente”. Entrambi, più o meno recentemente, hanno subito delle spaccate. 

Considerata l’ora in cui è accaduto l’omicidio, i negozi avevano da tempo tirato giù le saracinesche e nessuno ha visto niente. L’unico, a quanto afferma, è un senza dimora che ogni tanto trova riparo lì vicino: “Ero ancora sveglio, c’erano quattro persone contro un ragazzo, ma non posso dire altro”. 

Per il resto la voglia di parlare non è molta, tra chi “ha da lavorare” e chi “non sa niente”. Più loquace Peter, srilankese che fa le pulizie in un condominio di largo Alinari, in Italia da 22 anni: “È una zona brutta, anche di giorno, specialmente per anziani e bambini. Ci sono ubriachi che litigano e spaccano bottiglie, tanta gente che ruba. Ho saputo stamani alle 7, appena arrivato, cosa era accaduto, una cosa così grave non me la ricordo”. 

Poco distante Rohul, bangladese che da tre anni gestisce l’edicola di largo Alinari, attorno alle 9.30 era invece ancora ignaro dell’accoltellamento. Si mostra stupito e dispiaciuto, però, aggiunge “non è un’area dove si può stare tranquilli. Tra ottobre e novembre ho subito tre furti notturni, ma rubano pure di giorno, di tutto. Adesso ho anticipato la chiusura alle 21 per via del Ramadan, di solito la faccio tra le 22 e mezzanotte. E a quell’ora c’è da avere paura”. Paura che ha anche Malki che lavora in un money transfer sempre in zona: “La sera quando esco non sono tranquilla, soprattutto davanti alla stazione. Giusto pochi giorni fa hanno provato a sfilarmi il telefono dalla borsa, me ne sono accorta appena in tempo. Probabilmente servirebbero più controlli”.

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