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Cronaca Rifredi

Sicurezza, Rifredi è un caso: “Spaccio, povertà crescente e pochi spazi di aggregazione"

Don Vincenzo Russo: “Dobbiamo tutelare il futuro dei giovani” Don Mario Giovacchini: “C’è un disagio interiore più difficile da percepire”

Soluzioni pronte all’uso non ne hanno ma invitano le istituzioni a non sottovalutare il problema, senza tuttavia limitarlo a un incremento delle forze di polizia. “Noi ascoltiamo le persone, raccogliamo il loro vissuto ed emergono segnali preoccupanti, con un forte disagio specialmente nelle fasce più fragili: gli anziani che hanno paura a uscire di casa e i giovani”. A dirlo è don Vincenzo Russo, presidente dell’Opera della Madonnina del Grappa, tornando sulla lettera aperta, rivolta a cittadini e istituzioni da 15 parroci di Rifredi. Il sindaco Nardella, come riportato nei giorni scorsi dal ‘Corriere Fiorentino’, ha incontrato uno dei firmatari, mentre l’assessora Benedetta Albanese ha annunciato a breve un Cosp dedicato alla sicurezza nel Quartiere 5, in particolare a Rifredi, a cui parteciperà anche il presidente Cristiano Balli. “Non è una questione da minimizzare. Però non vogliamo più polizia e carabinieri, o almeno non solo. Vorremmo una politica attenta ai bisogni dei cittadini”.

Piazze di spaccio

“Un tempo le piazze erano centri di aggregazione e relazione - aggiunge lo storico ex cappellano di Sollicciano - adesso sono diventate luoghi di spaccio. È impressionante la circolazione di sostanze stupefacenti a cielo aperto, offerte a ogni angolo. Dobbiamo tutelare i giovani, è un problema da prendere di petto per evitare di compromettere il loro futuro che poi è quello della città”.

Un tema che si collega indirettamente alla presenza nel quartiere di strutture di accoglienza per migranti, soprattutto minori, più numerose che altrove. “Ce ne sono anche da 30-50 posti, ma non è così che si può fare accoglienza, con concentramenti del genere. Capisco l’emergenza, però si creano situazioni potenzialmente esplosive: se questi giovani non sono seguiti e vengono lasciati a se stessi, quali prospettive potranno avere?”. Anche nella lettera infatti si sottolinea come “di fronte ad un generale deserto di vere opportunità di integrazione, per questi ragazzi si apre una prospettiva di abbandono e trascuratezza, preludio di un futuro di espedienti e di scarse prospettive”.


L’aumento della povertà

Poi, aggiunge don Vincenzo, c’è il tema della povertà: “Il lavoro è sempre meno, troppe persone non ce la fanno. E parallelamente aumentano furti e aggressioni. Vanno cercate e trovate soluzioni insieme, per rispondere alle esigenze di tutti i cittadini, da zero a 100 anni, immigrati inclusi”.

“Circa 80 persone vengono qua ogni settimana a ritirare il pacco alimentare - conferma don Mario Giovacchini, parroco della chiesa di San Francesco in Montughi - Il disagio materiale però è più facile da percepire di quello interiore e spirituale, per il quale non si trovano soluzioni con facilità, magari invocando più polizia. Capisco la gravità della situazione, soprattutto in alcune aree del quartiere e quando abbiamo preparato la lettera, ho pensato: ’E noi cosa proponiamo’? Dobbiamo creare più occasioni di incontro, oggi ognuno è chiuso nel proprio mondo con la televisione accesa. Purtroppo però mancano anche gli spazi di aggregazione, gli unici sono quelli delle società sportive e sono comunque pochi. Se si creano occasioni è più facile di una volta intercettare i giovani. Mi è capitato questa estate di fare campi per ragazzi 14-15 anni e ho notato tanta voglia di stare insieme, nel rispetto degli altri e della legalità”.

Don Giovacchini


La petizione

Dopo la lettera dei parroci, a testimonianza di una situazione particolarmente sentita, è arrivata anche la petizione di un gruppo di residenti, raccolte nell’associazione di donne ‘Dammi un 5’. Una raccolta firme che punta invece l’accento sulla maggior presenza di forze dell’ordine, sulla falsariga di quella promossa da una serie di associazioni e comitati nel Quartiere 1. Nella petizione si chiede infatti al Comune di attivarsi in sinergia con la prefetta per avere i pattugliamenti misti esercito/forze dell’ordine, oltre al rafforzamento delle attività dei vigili di quartiere e i servizi notturni di polizia locale con gli agenti neoassunti e di futuro reclutamento”. Associazione che intanto ha già bocciato le nuove telecamere accese da Palazzo Vecchio: “Se la soluzione elaborata contro il degrado del nostro quartiere è limitarsi a installare alcune telecamere - scrivono sulla propria pagina Facebook - purtroppo siamo lontanissimi dalla capacità di affrontare con serietà la questione”.

Don Russo


 

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