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Polveriera Piazza D'Azeglio: "Senza bus in quella zona si blocca il trasporto pubblico" 

Cittadini sul piede di guerra, la risposta di Milli (Rsu Ataf): "Troviamo una soluzione, Comune dica da che parte sta"

Denunciano i disagi per il passaggio di centinaia di autobus al giorno. In zona storiche, su strade dissestate. E sono passati all'azione con una lettera formale ad Ataf che presto potrebbe trasformarsi nelle vie legali. I cittadini che vivono sulla direttrice piazza D'Azeglio, via Niccolini, via della Colonna, come raccontato da FirenzeToday non ne possono più dei disagi provocati dai mezzi pesanti di Ataf. Rumori e vibrazioni da 800 passaggi al giorno. Eppure quelle strade rappresentano oggi una direttrice fondamentale per il funzionamento del trasporto pubblico di tutta Firenze.

Lo spiega Massimo Milli, vicesegretario provinciale del sindacato Faisa Cisal e membro della Rsu di Ataf. "Non ci sono grandi alternative: - sottolinea Milli - l'errore grande è stato fatto quando con la pedonalizzazione si è deciso di non far passare la tramvia da piazza Duomo. In tutte le grandi città europee passa il tram dal centro storico. Occorre diversificare gli ingressi dall'hinterland, ma in città non è pensabile spostare il passaggio dai bus sui viali: ben vengano le linee tramviarie, ma da quelle zone passano alcune delle linee più importanti, una scelta del genere impedirebbe a molte persone, penso agli anziani, di accedere al centro".

"Le ragioni dei cittadini sono comprensibili, - prosegue Milli - chiederemo ad Ataf di sensibilizzare i colleghi a rispettare i codici e le velocità in quelle zone. Mi auguro che l'azienda prenda una posizione forte sulla necessità dei transiti delle linee in quella direttrice. Ed è ora che i cittadini, ma ancora di più l'amministrazione, si rendano conto: a qualcuno interessa il trasporto pubblico su gomma a Firenze?".

"L'assessore Giorgetti sta facendo un lavoro encomiabile sulla mobilità, - aggiunge il sindacalista - ma ora l'amministrazione deve dire da che parte sta. Soprattutto in un momento in cui l'emergenza coronavirus ha imposto la riorganizzazione dei bussini in centro". 

"Se l'azienda è privata un servizio di trasporto pubblico locale deve comunque interessare al sindaco: l'amministrazione decida e ci dica apertamente da che parte sta", conclude Milli.

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