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Il corteo / Centro Storico / Lungarno Amerigo Vespucci

In mille in piazza per la Palestina, gli studenti: "Non ci fermeranno i manganelli” FOTO / VIDEO

Consolato Usa blindato, il corteo è arrivato in Santo Spirito: “Stop al genocidio, cessate il fuoco subito”

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Quasi mille le persone scese in piazza questo pomeriggio a Firenze, soprattutto studenti a sostegno del popolo palestinese. Prima manifestazione dopo le cariche da parte delle forze dell'ordine nella scorsa settimana davanti al consolato statunitense. “Abbiamo dato una grande risposta, non ci fermeranno i manganelli”, le frasi ripetute da ragazzi e ragazze in lungarno Vespucci, dove il corteo ha sostato a lungo prima di dirigersi verso Santo Spirito.

“Stop al genocidio, cessate il fuoco ora”

Due grandi striscioni “Stop genocidio, Palestina libera” e  “Stop genocide, ceasefire now” ad aprire il torpedone. “Era importante essere qui in piazza oggi dopo le manganellate della scorsa settimana -ha ripetuto Caterina, studentessa del Machiavelli Capponi - Solo continuando a opporci a questo genocidio di fronte ai luoghi del potere, potremo avere una speranza”. Nessuna tensione, ma rabbia per quanto accaduto pochi giorni fa, ma soprattutto per quanto continua a succedere ininterrottamente nella Striscia di Gaza da quasi cinque mesi.

Manifestazione studenti Palestina 2 marzo

“Denuncerò il poliziotto che mi ha colpito”

Tra i manifestanti numerosi lavoratori del sindacato Si Cobas, a fianco degli studenti anche otto giorni fa, una rappresentanza del collettivo di fabbrica Gkn, i consiglieri comunali Dmitrij Palagi e Antonella Bundu. E c’era  Maria, la ragazza colpita al volto lo scorso 23 febbraio da una manganellata durante le cariche nei pressi della sede diplomatica:  “Non era assolutamente un corteo violento come alcuni hanno cercato di dipingere. Quando è arrivato nei pressi del consolato sono partite delle cariche di polizia, cariche non solo sproporzionate, ma anche a freddo su persone ferme. Io in quel momento ho preso un colpo in faccia sotto l'occhio e sono stata portata via dall’ambulanza”.

La 21enne ha poi aggiunto che denuncerà il poliziotto che l’ha colpita. “A lui non ho niente da dire, solo vergogna”. Per lei 20 giorni di prognosi. “Sto meglio, oggi sono qui non solo per dire che le forze dell'ordine spesso abusano nel loro potere, e per fortuna questa volta è diventato un caso mediatico, ma sono qui soprattutto per dire stop al genocidio in Palestina”.

Tra i tanti in piazza, Mikal studente con padre palestinese e mamma italiana: “Ho ancora parenti a Gaza, oggi mio babbo mi ha fatto ascoltare l’audio di un parente che lo ringraziava per gli aiuti e mentre parlava in sottofondo si è sentita un’esplosione. È una situazione inaccettabile e continueremo a protestare contro Israele e chi lo sostiene”.

“Forze politiche solidarizzano con noi ma non condannano Israele”

Il corteo, colorato e rumoroso, si è soffermato davanti al Machiavelli-Capponi dove da qualche settimana gli studenti denunciano tensioni con preside e docenti per la rimozione di alcuni volantini pro-Palestina affissi nella scuola e alla fine è approdato in Santo Spirito, con microfono aperto. “Ci sono forze politiche che hanno solidarizzato con noi per i manganelli, ma non riescono a condannare chi bombarda i bambini e impedisce che arrivino gli aiuti a chi muore di fame”, le parole di Arturo, studente universitario. “In Palestina non manganellano né censurano, lì ammazzano”.

Contestazioni al Partito democratico e al console onorario di Israele Marco Carrai, è intervenuto Andrea Magherini, fratello di Riccardo, Riky, morto dieci anni fa proprio nelle strade di San Frediano. “Sono venuto a portarvi la solidarietà in un giorno per noi difficile - ha detto agli studenti - contro gli abusi delle divise”. La manifestazione si poi è chiusa sulle note di “Casa mia” la canzone che Ghali ha presentato al Festival di Sanremo.

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