Forteto, Fiesoli ad un passo dal baratro: il 20 novembre il giudizio

Il caso in Cassazione, il giudice fissa la data. La difesa: "Processo iniquo"

Il 20 novembre 2017, sei anni dopo l'apertura dell'inchiesta e quasi 40 dopo il primo arresto per abusi sessuali del 1978, Rodolfo Fiesoli potrebbe finire nuovamente in carcere. Il Procuratore generale della Cassazione Ferdinando Lignola ha infatti chiesto il rigetto della grande maggioranza delle eccezioni presentate contro la condanna a 15 anni e 10 mesi comminata dalla Corte d'Appello di Firenze. La data è stata decisa ieri durante l'udienza fissata per il procedimento di terzo grado, quello definitivo, dal Presidente della collegio giudicante Aldo Fiale, giudice di grande esperienza alle soglie della pensione. Il tempo sarebbe stato insufficiente per discutere in una sola giornata tutte le istanze degli avvocati della difesa e delle parti civili. 

Il processo in Cassazione si è aperto con la lettura dei ricorsi con le centinaia di eccezioni poste dagli avvocati della difesa. Una relazione di tre ore e mezza che ha rallentato il procedimento: una procedura prevista dalle norme ritenuta da tutti obsoleta, ma comunque non sgradita alle difese degli imputati che potranno così beneficiare dello slittamento di un ulteriore mese.

Nel pomeriggio la relazione in cui il procuratore Lignola ha confermato la solidità del giudizio di primo e secondo grado e sostanzialmente chiesto la conferma delle condanne. Una esposizione nel corso della quale il Pg ha avuto modo di tornare anche sulla ricusazione del giudice Marco Bouchard, avvenuta durante il processo di primo grado su richiesta dei legali di Fiesoli e da essi posta nuovamente come eccezione di diritto per chiedere l'annullamento del processo. "Bouchard è stato reintegrato e quindi c'è già stato un giudizio definitivo - ha detto Lignaioli - non è possibile rimettere in discussione questo aspetto".

Oliviero Mazza, che affianca Lorenzo Zilletti nella difesa di Fiesoli in Cassazione, ha di un "processo iniquo" di cui sarebbe stato vittima il "Profeta". Qualche aggiustamento nella sentenza potrebbe esserci sui risarcimenti stabiliti per alcuni imputati per cui i reati sono andati prescritti. Per quanto riguarda i risarcimenti dovuti dalla cooperativa, però, il procuratore ne ha chiesto la sostanziale conferma.

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Il rischio, per gli altri nove imputati (fra cui c'è anche il braccio destro di Fiesoli, Luigi Goffredi, condannato in appello a sei anni) sono le possibili nuove prescrizioni dei reati. In aula ad assistere all'udienza di ieri a Roma c'era anche Stefano Pezzati, per molti anni presidente della cooperativa "Il Forteto", in parte assolto e in parte prescritto in appello dopo essere stato condannato il primo grado. Il 20 novembre, dopo le ultime difese degli avvocati, i giudici andranno in camera di consiglio ed emetteranno la sentenza. Quella senza più appelli.

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