Cronaca

Cadaveri nelle valigie, il gip: "Elona, donna pericolosa. Non ha ucciso da sola"

Il giudice Pezzuti ha motivato la decisione di tenere la presunta assassina dei coniugi Pasho in carcere

Elona Kalesha "è una donna pericolosa che potrebbe commettere nuovi reati e scappare" e per questo motivo deve rimanere in carcere. Lo scrive il gip del tribunale di Firenze Antonio Pezzuti che lo scorso 24 dicembre ha convalidato il fermo della 36enne accusata di aver ucciso, 5 anni fa, i genitori del suo ex fidanzato - Shpetim e Teuta Pasho, 54 e 52 anni - i cui resti fatti a pezzi sono stati rinvenuti tra il 10 e il 16 dicembre scorso in quattro valigie, in un terreno a ridosso del carcere di Sollicciano.

Per il gip, contro la 36enne sussisterebbero gravi indizi e ha avuto un peso anche il fatto che la donna, difesa dall'avvocato Federico Febbo, si sia avvalsa della facoltà di non rispondere. "Non ha prospettato alcuna valida diversa ricostruzione degli accadimenti", scrive il giudice nelle motivazioni dell'ordinanza cautelare che l'ha condotta in carcere.

Gli elementi indiziari

Ma quali sono elementi indiziari elencati dal gip? Innanzitutto, il fatto che i coniugi Pasho trascorsero la notte precedente la loro scomparsa, avvenuta il 2 novembre 2015, in una casa in via Fontana affittata proprio da Elona, all'epoca fidanzata col figlio detenuto della coppia, Taulant Pasho. La donna lasciò poi frettolosamente l'abitazione tre giorni dopo, senza mai ritirare la caparra e una valigia con vestiti e altri effetti.

C'è poi la testimonianza di alcuni vicini che, all'epoca, avvertirono un forte odore sgradevole provenire dall'appartamento e dissero di aver visto una donna uscirne con alcune buste dall'odore nauseabondo che pareva perdessero un 'liquido tipo sangue'.

Cadaveri nelle valigie: Elona, la linea del silenzio

Infine, pesa la circostanza secondo cui la 36enne nascose alle due figlie delle vittime il fatto che i genitori avessero alloggiato in via Fontana e inoltre indusse una delle due a mentire su dove avessero dormito il padre e la madre, la notte tra l'1 e il 2 novembre 2015.

"Una donna pericolosa"

Quanto alla necessità di tenere in carcere la donna, il gip scrive che "la pericolosità di Elona Kalesha emerge all'evidenza dalla peculiarità della condotta". Ella infatti avrebbe ucciso, "presumibilmente in concorso con altre persone" i coniugi Pasho, quindi avrebbe "proceduto al sezionamento" dei loro cadaveri e al loro "trasporto fuori dall'abitazione": un'azione le cui modalità "denotano una particolare intensità del dolo e fanno ritenere sussistente il pericolo" che la 36enne "possa nuovamente commettere reati della medesima natura".

Elona Kalesha infine "appare stabilmente inserita in un circuito criminale, ha relazioni strette con persone con un notevole calibro delinquenziale e presumibilmente si è avvalsa dell'operato di complici". Complici sui quali si concentrano adesso le indagini dei carabinieri coordinate dal sostituto Ornella Galeotti della procura fiorentina.

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