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La polizia sul luogo del ritrovamento delle valige (FOTO ANSA)

La polizia sul luogo del ritrovamento delle valige (FOTO ANSA)

Cadaveri nelle valigie: Elona, la linea del silenzio. Scena muta davanti al giudice

Kalesha si è avvalsa della facoltà di non rispondere: attende il responso delle analisi scientifiche. Intanto gli investigatori 'puntano' un'auto

Scena muta davanti al giudice Antonio Pezzuti per Elona Kalesha, la 36enne albanese fermata dai carabinieri per l'omicidio, il vilipendio e l'occultamento dei cadaveri dei coniugi albanesi Shpetim e Teuta Pasho, 54 e 52 anni, genitori dell'ex compagno Taulant, 33 anni, scomparsi dal novembre 2015 a Firenze e i cui resti sono stati rinvenuti due settimane fa in quattro valigie abbandonate in un campo sotto la FipiLi, fianco alla recinzione del carcere di Sollicciano.

Nell'interrogatorio in video-conferenza tenutosi stamani, giovedì 24 dicembre, la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Elona Kalesha, difesa dall'avvocato Federico Febbo, aveva fatto lo steso martedì scorso, quando era stata fermata su disposizione del sostituto Ornella Galeotti. Sempre in silenzio.

Cadaveri nelle valigie: Elona "sconvolta per l'arresto"

Toccherà ora al giudice decidere sulla convalida del fermo e sull'applicazione di una misura di custodia cautelare nei confronti della donna, probabilmente il carcere. Dal canto suo, la difesa si è riservata di fare l'interrogatorio all'esito dei rilievi scientifici e medico legali.

Nuove ombre su Elona

Intanto è emerso che Elona, prendendo in affitto per due settimane la casa in cui avrebbero vissuto i Pasho in attesa della scarcerazione del figlio, avrebbe detto alla proprietaria di casa che l'appartamento le sarebbe servito in quanto era incinta e la sua gravidanza era a rischio. E quando tornò in casa, alcuni giorni dopo, la proprietaria pensò che in quella valigia trovata in stanza, dall'odore nauseabondo, fosse un nascosto il feto abortito.

E poi c'è l'auto. Gli investigatori hanno messo nel mirino una Ford C-Max allora in possesso di Kalesha: potrebbe essere il mezzo su cui sarebbero stati trasferiti i cadaveri. Di recente, peraltro, Kalesha avrebbe chiamato un assicuratore per chiederne il numero di targa. Secondo gli investigatori che hanno intercettato la telefonata, sarebbe una mossa 'depistatoria'.

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