Cronaca Figline Valdarno

Bekaert, i sindacati al governo: fate un decreto "Salva-lavoratori"

Appello a Di Maio in vista del tavolo di martedì: tre misure per bloccare i licenziamenti

Contro la chiusura della Bekaert, la multinazionale belga con sede a Figline Valdarno, i sindacati dei metalmeccanici Fim-Fiom-Uil lanciano al ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, un'idea per bloccare i licenziamenti.

Si tratta di una proposta di decreto con tre misure: il ripristino della causale per la cassa integrazione straordinaria dal primo agosto, il riconoscimento al ministero della facoltà di sospendere la procedura di messa in mobilità dei lavoratori se l'azienda non vuole confrontarsi con i sindacati, l'obbligo di preavviso di 12 mesi in caso di cessazione di attività.

Questi punti verranno portati a Roma, domani, al tavolo del ministero dello Sviluppo, già convocato per un aggiornamento sulla situazione dell'azienda. L'obiettivo è lasciare alle parti il tempo necessario per gestire una crisi aziendale, scongiurare i licenziamenti, e favorire un confronto che porti a una reindustrializzazione del sito.

"Abbiamo deciso di avanzare questa proposta di decreto, una iniziativa pionieristica, perché nelle vertenze come quella della Bekaert abbiamo alcune armi spuntate rispetto al passato e crediamo serva invertire la tendenza per tutelare chi lavora", spiegano in una nota Alessandro Beccastrini, Daniele Calosi e Davide Materazzi rispettivamente segretari di Fiom, Fiom, Uilm di Firenze.

"Sono stati fatti decreti per salvare banche, per salvare i capitali in rientro dall'estero, perché non poter fare un decreto salva lavoratori? - aggiungono -. Noi chiediamo più tempo per trattare, mentre la nostra controparte non vuole trattare. E' una questione di dignità".

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