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San Lorenzo, metà degli ambulanti hanno già chiuso: "Zero euro al giorno" / FOTO

Molti banchi hanno smesso di aprire: "Che senso ha star qui a non vender nulla?"

"Ho aperto, a differenza di ieri, ma anche oggi chiuderò con incasso tondo. Quanto? Zero euro". Al mercato degli ambulanti di San Lorenzo, come raccontava ancora una volta ieri pomeriggio il presidente de 'I sopravvissuti' Roberto Calamai, ormai il bollettino quotidiano è impietoso. "Che senso ha star qui a non vender nulla?".

E tanti banchi così decidono di non aprire, con quasi la metà delle postazioni che restano orami vuote ed i banchi chiusi nei fondi delle strade dei dintorni.

Il problema, come descritto più volte nelle scorse settimane, è sempre quello: il turismo è tornato ai minimi, in centro ci sono pochi residenti e non sono molti i fiorentini che qui acquistano dagli ambulanti.

Tra chi ieri era aperto c'è Firooz, iraniano di origine, anche se ormai parla fiorentino stretto. Il suo banco, in affitto, come il negozio alle spalle, è in via dell'Ariento, in ottima posizione perché molto vicino a piazza San Lorenzo.

Chiude il primo piano del Mercato Centrale

"In estate era ripartito un po' di turismo e qualcosa abbiamo venduto. Ad ottobre quasi nulla", dice. Il mese a venire, con quasi tutta Europa chiusa (per non parlare della situazione negli Stati Uniti) non promette nulla di buona. La speranza si chiama Natale.

"Vedremo", dice, mantenendo una grande pacatezza, Firooz. E' ormai da tempo sposato con una donna italiana e sua figlia lavora nel negozio. Vendono, tutto in pelle, giubbotti, borse, portachiavi e altro ancora.

"Non ho dipendenti, faccio tutto da solo. Porto il banco la mattina, apro, resto qui tutto il giorno e la sera chiudo e lo riporto nel fondo", spiega, con i suoi 75 anni portati a meraviglia (vedi foto sopra).

"Sono ambulante con il banco in affitto dal 1987. Passerà anche questa", prosegue l'ambulante. Che pure in Iran era architetto laureato, dipendente del ministero dello Sport. Lavoro ottimo. "Poi però c'è stata la Rivoluzione (1979, ndr) e son dovuto venir via". Ma questa è un'altra storia.

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