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Cronaca

Peretola: in attesa della nuova pista, spunta l'idea del taxi-drone a decollo verticale

Lanciata dall'ad di Toscana Aeroporti a conclusione del dibattito pubblico sul nuovo aeroporto

In attesa della nuova pista, per l'aeroporto fiorentino di Peretola spunta l'idea del 'vertiporto': una sorta di base, cioè, per il decollo in verticale di velivoli, molto simili ad elicotteri, che dovrebbero fungere da 'taxi-drone'. A Roma Fiumicino sono stati inaugurati ad ottobre scorso, a Firenze potrebbero arrivare nei prossimi anni.

“Nel masterplan è previsto un vertiporto per droni civili, a decollo verticale e motori elettrici”, dice Roberto Naldi, amministratore delegato di Toscana Aeroporti, in occasione della conferenza stampa convocata ieri per illustrare i risultati del percorso di dibattito pubblico sul nuovo scalo appena conclusosi.

Dibattito che, articolato in otto incontri negli ultimi mesi, ha visto partecipare associazioni, sindacati, comitati, singoli cittadini e rappresentanti di quei comuni della Piana che, a cominciare da Prato e Sesto Fiorentino, con i loro ricorsi alla giustizia amministrativa hanno già fatto saltare l'ultimo progetto di sviluppo.

I quesiti ai quali Toscana Aeroporti risponderà

Nel corso del dibattito sono emersi trentotto quesiti ai quali Toscana Aeroporti, la società che gestisce gli scali di Pisa e Firenze, darà risposte, che non saranno comunque vincolanti ai fini del progetto: si va dall'impatto sul Parco della Piana, alla valutazione del rumore, alle potenziali ricadute su biodiversità e aziende agricole (sulle quali, ad esempio, vuole vederci chiaro il comune di Poggio a Caiano) e sul polo scientifico di Sesto Fiorentino (timori espressi da Cgil e Udu, Unione degli Studenti).

Toscana Aeroporti, da parte sua, prova a rassicurare ed esclude impatti negativi sull'ambiente. “Il progetto incide solo sull'uno per cento del Parco”, ricorda il coordinatore del dibattito, Alberto Cena. Un un per centro dove sta, però, il laghetto di Peretola con i suoi fenicotteri rosa, le cui foto spopolano su Facebook. Andrà “spostato” altrove.

Tra le richieste emerse, quella di un potenziamento della linea ferroviaria con Pisa e con l'aeroporto Galilei, come alternativa all'ampliamento. Per Toscana Aeroporti però una nuova linea ferroviaria impatterebbe di più sull'ambiente rispetto all'ampliamento dello scalo fiorentino. Quanto alla tratta esistente, il 'regionale veloce' adesso collega le due città in 51 minuti con due fermate e potenzialmente, senza fermarsi, potrebbe metterci 40 minuti o poco più, fatto che però che non viene molto considerato (anzi, il treno diretto che andava da Santa Maria Novella alla stazione Pisa Aeroporto, comodissimo, è stato abolito per far posto al costoso, e a pagamento extra, people mover).

La data di inizio lavori

Ma tutti ovviamente, al di là dei 'dettagli' tecnici, sono interessati alla possibile data di partenza dei lavori. “Vogliamo iniziare tra la fine di quest'anno e l'inizio del 2024 - assicura Naldi -. Un mese in più o in meno cambia poco”. Soprattutto se l'opera si attende (e si promette) da decenni.

“Stiamo facendo di tutto perché entro 30 giorni si presenti la relazione e insieme con l'Enac si possa avviare il percorso di Vas (Valutazione ambientale strategica, ndr) Via (Valutazione di impatto ambientale) e successivamente a fine estate partire col percorso della conferenza dei servizi. Tutto in linea coi tempi che prevede la legge”, prosegue l'ad, sicuro che non ci saranno scherzi sui 150 milioni di denaro pubblico (su un investimento totale di circa 400) che arriveranno tramite l'Enac.

Giani e le perplessità di parte del Pd e del pratese Biffoni

Anche il presidente della Regione Eugenio Giani, presente all'incontro, si dice certo della bontà del nuovo progetto (pista di 2.200 metri 'declinata convergente', rispetto ai circa 1.650 attuali, e non più 'parallela' all'autostrada come nel masterplan bocciato dai giudici amministrativi) e che, finalmente, possa vedere la luce.

I principali 'problemi' vengono però proprio da colleghi di partito di Giani, come il sindaco di Prato Matteo Biffoni, che ha di recente confermato forti perplessità all'opera, oppure da Sesto Fiorentino, dove il Pd locale, in appoggio al sindaco di Sinistra Italiana Lorenzo Falchi, ha più volte ribadito la contrarietà “ad ogni ipotesi di nuova pista”. Posizioni che non sembrano superabili con una pacca sulla spalla.

“Non c'è nessun impatto sui cittadini e sulle abitazioni di Prato, ci sono rotte che passano su aree non abitate quindi non c'è alcun tipo di impatto acustico e dal punto di vista del rischio”, manda a dire Naldi a Biffoni.

Un "sostanzialmente" che non accontenta tutti

“Paure e perplessità possono restare, ma il livello di miglioramento è assoluto. Sul centro storico di Prato non passeranno aerei – aggiunge Giani -. L'aeroporto con la nuova pista garantirà condizioni di maggiore sicurezza per decollo e atterraggio e anche più compatibilità ambientale, e sarà eliminato l'impatto acustico che oggi grava su 50mila persone. Sostanzialmente il cono di volo va su zone disabitate”.

Saranno però interessati dai sorvoli, come fa notare qualche cronista, gli abitati di Fontanelle, Cafaggio e Capezzana, sempre nel Pratese. Territori esclusi da quel 'sostanzialmente'. “Ritengo che vi sia sempre la valutazione dell'interesse generale, questo territorio non può vivere una bucolica dimensione di assenza di qualsiasi agente. Si tratta di 'contenere', perché tutti possano godere di un vantaggio generale che arriva dal nuovo aeroporto”, si arrampica un po' sugli specchi il presidente della Regione replicando all'osservazione. Uhm, basterà a Biffoni per dire sì?

Sotto, un rendering del nuovo masterplan di Peretola

Nuovo aeroporto Peretola masterplan 2035-2

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