Arte: i tesori di Firenze

Opinioni

Arte: i tesori di Firenze

A cura di Rosanna Bari (Guida turistica qualificata di Firenze)

Chi sono Nata ad Augusta, in Sicilia, da quasi 20 anni vivo a Firenze, culla del Rinascimento. Ho sempre lavorato nel campo dei Beni Culturali, occupandomi di Catalogazione di Beni Archeologici presso la Soprintendenza di Siracusa e Palermo, e di Beni Storico-Artistici a Firenze. Infine, per curare un altro aspetto del mio lavoro, quello della divulgazione, mi sono qualificata come Guida turistica, per poter così trasmettere, a chi mi ascolta, la mia grande passione per l'Arte. Inoltre collaboro con riviste di settore. Contatti cell. 339-1667051 e-mail: rosannabariguida@gmail.com

Arte: i tesori di Firenze Le Cascine / Piazza di San Jacopino

Piazza San Jacopino: il "palazzo di cioccolata e pistacchio"

A cura Rosanna Bari

E' conosciuto familiarmente dai residenti del quartiere come il "palazzo di cioccolata e pistacchio", non senza però una marcata nota di critica e ironia. Fu realizzato nel 1976 dall'ingegnere e architetto Marco Dezzi Bardeschi (Firenze 1934 -2018), allievo di Giovanni Michelucci e di Piero Sanpaolesi. Egli fu uno dei più importanti personaggi nel panorama della cultura architettonica e del restauro italiano, con echi a livello internazionale, e agli inizi degli anni Sessanta, un esponente dell'avanguardia architettonica. Fondatore nel 1993 di "ANANKE", rivista di Architettura e Restauro.

L'edificio, destinato ad appartamenti residenziali ai piani superiori e attività commerciali al piano terra, si trova ad angolo tra Via Maragliano e Via del Ponte all'Asse. Una inconsueta composizione geometrica di quadrati, triangoli e circonferenze che si sovrappongono e si intersecano in una articolata teoria di forme, che trova la massima espressione di modernità culminare nella scelta del colore della facciata ed in quella, ancora più azzardata, degli infissi.

Colore contro forma: l'impatto visivo dell'immobile, quindi, è basato sul forte contrasto cromatico tra il rosso-marrone della facciata e il verde acceso degli infissi. Sin dall'inizio la struttura non piacque e non fu accettata dall'opinione pubblica che la definì un "obbrobrio offensivo", a causa della sua decisa azione di rottura con l'architettura tradizionale fiorentina.

L'architetto e designer Giovanni Klaus Koenig (Torino 1924 - Firenze 1989), sostenne invece il progetto meditando come "la curiosa articolazione della facciata fa pensare ai precedenti storici dell'espressionismo o forse, ancora meglio, all'effimero cubismo architettonico".

Sicuramente il palazzo ha caratterizzato in maniera forte l'identità del quartiere e della piazza su cui si affaccia, che al tempo della sua costruzione era solo un crocevia, e non la semplice ma elegante piazza di oggi, frutto della ristrutturazione del 2013. E allora, alla ricerca di questo singolare edificio, simbolo di un'epoca e di un quartiere
cittadino, di certo vi capiterà di transitare per la piazza e, ispirati dai colori dell'appariscente palazzo, gustare nella vicina gelateria un cono "cioccolata e pistacchio".

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