In Santo Spirito riapre una delle storiche "buchette del vino"

A Firenze se ne contano ben 170, di cui 145 solo nel centro storico: un locale di Santo Spirito ha deciso di riaprire una di queste curiose porticine, usate nell'antichità per la mescita del vino

Camminando per le vie di Firenze vi sarà capitato di notare delle curiose porticine: si tratta delle famose “buchette del vino”, una particolarità che potete osservare lungo le mura dei palazzi storici cittadini.

La loro forma è quella “ad arco”, tipica dei portoni fiorentini: alcune conservano l'originale porticina in legno, altre ancora sono state murate, mentre quasi tutte sono disposte in prossimità di grandi finestre al piano terra.

La Buchetta di Santo Spirito

Oggi una di queste porticine, situata nella frequentatissima via di Santo Spirito al numero civico 21R, è stata finalmente riaperta, con l'obiettivo di riportare in vita questa antichissima tradizione toscana. 

L'idea, come segnalato dal sito Dissapore.com, arriva dal Ristorante Babae dei proprietari Brando Gozzini, Chiara e Claudio Romanelli, che hanno deciso di ripristinare questa testimonianza di vita quotidiana della Firenze antica.

"Quando abbiamo trovato questo fondo" -spiega Chiara Romanelli - "ci siamo accorti che comprendeva anche questa storica buchetta. Oltre alle colazioni, pranzo e cena, abbiamo deciso così di proporre anche una formula aperitivo originale, servendoci di questo antico passaggio."

"Sarebbe stato un peccato lasciarla chiusa: grazie a una selezione di vini curata da Brando, da ieri abbiamo ricominciato a utilizzare questo passaggio per la mescita del vino, proprio come si faceva una volta. Siamo anche in contatto con l'Associazione culturale Buchette del Vino, che si adopera per raccontare una Firenze diversa e i suoi tesori nascosti" - conclude - " Sebbene alcune di queste buchette siano presenti all'interno di altri locali, noi siamo stati i primi a riaprirne una e a restituire ad essa il suo utilizzo originario". 

La storia delle Buchette del Vino

Attraverso questi tabernacoli veniva effettuata in passato la mescita del vino: grazie a queste porticine i fiaschi venivano passati direttamente dal produttore al consumatore, senza che l'oste dovesse fare da intermediario.

Una pratica che consentiva di vendere il vino direttamente in strada e con assoluta discrezione. Sebbene il loro uso fosse riservato ai palazzi nobiliari, le buchette servivano anche per aiutare i poveri.

Molto spesso, infatti, le eccedenze del vino e altri prodotti di genere alimentare venivano messi a disposizione dei bisognosi attraverso queste porticine. Non solo nel centro storico, però: le buchette del vino si trovano anche negli altri quartieri fiorentini.

In tutto, se ne contano ben 170, di cui 145 solo nel centro storico, senza dimenticare quelle presenti in altri capoluoghi toscani. Antiche -ma sempre vive- testimonianze di vita quotidiana, fatta di vendita diretta e gusto per il buon vino.

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