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Sabato, 15 Giugno 2024
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Ecomafie, terreno fertile in Toscana. Firenze maglia nera

La nostra regione al settimo posto nazionale nel rapporto 2015 di Legambiente. Siamo secondi soltanto a quelle a tradizionale presenza mafiosa

La Toscana si conferma tra le regioni più colpite dalla criminalità ambientale, seconda soltanto a quelle considerate a "tradizionale presenza mafiosa": Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, e le regioni Lazio e Sardegna. La nostra regione si piazza dunque al settimo posto nazionale. E' il risultato del rapporto sulle ecomafie di Legambiente, presentato oggi a Firenze. 

Nonostante si registri un calo in valore assoluto delle infrazioni, 1.695 (corrispondente al 5,8% sul totale dei reati accertati su scala nazionale), dovuto soprattutto al positivo decremento nel settore del racket degli animali e degli incendi boschivi, ed un lieve calo per i reati nel ciclo dei rifiuti (da 412 a 365), rimane sostanzialmente invariato quello del cemento (al 6° posto) ma con un aumento delle infrazioni (da 330 a 402 nel 2014) ed i settori storicamente trainanti dell'eco/criminalità come quello delle archeomafie in cui la Toscana rimane stabile tra le regioni più colpite per le aggressioni al patrimonio culturale.

Questo, ed ancora altro dicono i numeri dell’illegalità ambientale accertati nel 2014 e censiti nel rapporto Ecomafia 2015. Rispetto allo scorso anno scende il numero di denunce (da 2008 a 1726) e di sequestri (da 559 a 397) ma aumentano gli arresti (da 2 a 8). La provincia con il numero più alto (56) d'infrazioni accertate è proprio Firenze, seguita da Prato (55), Lucca (48) e Livorno (45). Il comparto più redditizio per le organizzazioni criminali è stato quello agroalimentare, il cui fatturato a livello nazionale, tra sequestri e finanziamenti illeciti, ha superato i 4,3 miliardi per 7.985 reati accertati. 

“Nonostante il lieve miglioramento, la Toscana non può rallegrarsi - ha detto il presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza - siamo sempre nella fascia più appetita dai criminali ecomafiosi, non possiamo quindi permetterci il lusso di abbassare la guardia".

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