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"Giù le mani dalla Mukki": i comuni del Mugello chiedono garanzie

Dopo la spinta del premier Renzi alla vendita delle quote, l'Unione dei comuni a difesa dell'eccellenza toscana: "Nessuna pregiudiziale, ma si salvaguardino occupazione e legame con il territorio"

Nessuna pregiudiziale nei confronti di Granarolo, né di qualsiasi altra realtà. Ma la Mukki è "un'eccellenza del territorio" da "valorizzare e tutelare". A difesa della Centrale del latte intervengono così, dopo la spinta del premier Matteo Renzi alla vendita delle quote, gli amministratori del Mugello, il territorio dove trova linfa l'azienda partecipata toscana. "Non siamo contro nessuno e non diciamo no pregiudiziali", sottolinea in una nota l'Unione dei Comuni del Mugello, ribadendo però i punti fermi fissati in Mugello proprio nell'incontro con la Regione e il Comune di Firenze: tutela dei livelli occupazionali, crescita dell’azienda, valorizzazione della filiera del latte di qualità e del territorio, unità di intenti dei soggetti pubblici.

"Alla fine di dicembre - ribadisce l'Unione dei Comuni - l’assemblea dei soci della Centrale del Latte ha affidato ad un advisor un piano di valutazione complessiva dell’azienda che formuli diverse ipotesi di posizionamento sul mercato. C'è una procedura e ci sono delle regole. Ne attendiamo gli esiti".

Contro la dismissione delle quote pubbliche si sono espressi anche i gruppi regionali di Fratelli d'Italia e Forza Italia. Il capogruppo Giovanni Donzelli e i consiglieri Paolo Marcheschi e Nicola Nascosti parlano di "un’operazione incomprensibile, dal punto di vista logico ed economico: uscire da una delle pochissime società partecipate coi bilanci in attivo, mentre si continuano a foraggiarne altre in forte perdita, solo perché il Presidente del Consiglio fornisce un endorsement in tal senso a Granarolo. Vogliamo capire cosa c’è dietro, perché non vediamo alcuna necessità che la Toscana perda un’eccellenza del proprio territorio e metta a rischio i numerosi piccoli e piccolissimi produttori di latte del Mugello”.

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