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Cronaca Empoli

Antisemitismo: nel Fiorentino svastica sulla lapide del deportato

In un giardino intitolato tra gli altri a Giulio Niccolai, che trovò la morte nei campi di sterminio

Una svastica è stata disegnata su una lapide che ricorda il deportato Giulio Niccolai, a Ponte a Elsa, frazione di Empoli (Firenze). È quanto comunica lo stesso Comune, spiegando che si tratta di un atto vandalico avvenuto in uno dei quattro giardini del paese intitolati ad altrettante persone che trovarono la morte nei campi di sterminio.

Niccolai, nato a Empoli il 25 novembre 1893, fu deportato l’8 marzo 1944 per poi trovare la morte l’11 giugno dello stesso anno a Mauthausen. Accertamenti sono in corso da parte delle forze dell’ordine per risalire ai vandali, anche tramite le telecamere di videosorveglianza.

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"L’ennesimo caso di grave offesa alla memoria della nostra comunità - commenta il sindaco di Empoli Brenda Barnini - inaccettabile sfregio che calpesta i sentimenti di antifascismo su cui si fonda la nostra storia. Come sempre cercheremo di individuare i responsabili e nel frattempo ripuliremo la lapide".

Anche il presidente del Consiglio Comunale, Alessio Mantellassi, con delega alla memoria, si è unito alle parole del sindaco: "è una offesa incredibile alla città. La lapide è già stata ripristinata perchè non cediamo di un millimetro al vandalismo dei nostalgici del fascismo".

I Giardini della Memoria

Gli altri concittadini a cui sono stati dedicati i Giardini della Memoria’ sono: Dino Selmi, a cui è intitolato il Giardino di via Medaglie d’Oro alla Resistenza, nato a San Miniato il 17 luglio del 1912, residente a Ponte a Elsa, fu deportato l’8 marzo del ’44 a Mauthausen, dove morì il 21 aprile del 1945; a Primo Poli è stato dedicato il Giardino di via Caduti di Cefalonia, nato a Empoli il 16 aprile 1895, residente a Ponte a Elsa, fu deportato l’8 marzo del 1944 in Germania, dove morì il 14 gennaio 1945 e a Pietro Pasqualetti il Giardino di via Osteria Bianca, viale della concordia e via Pietro Gobetti, nato a Empoli il 21 luglio 1891 residente a Brusciana, fu imprigionato ingiustamente per diciotto mesi essendo ritenuto uno dei partecipanti all’assalto dei cinquanta marinai nel marzo 1921. Rilasciato e ritenuto sovversivo, non aderì al Partito Nazionale Fascista e fu deportato l’8 marzo del ’44 in Germania, dove morì il 23 aprile 1945.

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