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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Tunnel Alta Velocità: Renzi riprende il comitato. La risposta dei No Tav

Il sindaco ha spiegato come la sua amministrazione abbia fatto tutti i controlli riguardo alla realizzazione. Il comitato chiama in causa il collaboratore del rottamatore

Corrono veloci le polemiche sul binario della Tav fiorentina. Dopo le perquisizioni in tutta Italia e il sequestro della talpa Monna Lisa, da un lato c’è chi difende il proprio operato dall’altro chi punta il dito. Ieri il sindaco Renzi ha spiegato come il Comune avesse effettuato ogni sorta di controllo  per tutelare “la salute dei cittadini” sulla realizzazione del nodo dell’Alta Velocità ferroviaria. Oggi i comitati chiedono conto delle osservazioni fatte sui controlli. INDAGINI SULLA TAV

Renzi ha spiegato come negli atti dei pubblici ministeri non si riscontrassero gli appunti fatti dai comitati. E a chi gli ha chiesto della mancata riattivazione dell' organismo di controllo interistituzionale Osservatorio sulla Tav, presieduto dal Comune di Firenze, il sindaco ha detto di ritenerlo "un errore, che noi avevamo contestato con lettera al ministero; figuriamoci se noi non vogliamo l'Osservatorio", ha affermato Renzi. Tuttavia, ha aggiunto, "anche se l'Osservatorio fosse stato rinnovato, questo non avrebbe cambiato niente, perché le osservazioni che sono state fatte ad oggi" nell'ambito dell'inchiesta "non afferiscono alle responsabilità dell'Osservatorio”.
 
Ma il comitato batte il ferro proprio su questo punto: “Ricordiamo solo una cosa che è tornata alla agli onori della cronaca oggi: il fatto che a scavare i tunnel sarebbe stata una sola fresa invece di due. I tecnici che collaborano col Comitato fecero rilevare che non si sarebbe trattato solo di un risparmio per le imprese esecutrici in contrasto con i contratti firmati, ma che l'uso accoppiato di due di queste macchine avrebbe ridotto le subsidenze in superficie, cioè i cedimenti del terreno sul quale è costruita la città; insomma ridurre le due frese ad una sola avrebbe aumentato i rischi per tutto il patrimonio abitativo e monumentale interessato dai lavori.

Queste osservazioni furono portate a conoscenza anche dell'Osservatorio Ambientale - allora esistente - il cui presidente era l'ingegner Giacomo Parenti, strettissimo collaboratore di Renzi e dirigente del Comune”.
 

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