Cronaca

Richard Ginori, la procura apre un fascicolo su un possibile sabotaggio

La procura sta indagando su un possibile sabotaggio nella vendita dell'azienda di Sesto Fiorentino. Gucci non c'entra niente nelle indagini. Si stanno verificando le posizioni di eventuali terzi

Richard Ginori

Entro mercoledì 22 maggio sindacati e compratore dovranno trovarsi d’accordo per arrivare all’aggiudicazione definitiva della Richard Ginori di Sesto Fiorentino. Ma proprio durante le trattative tra parti sociali e Gucci, quest’ultimo l'unico a presentare un'offerta d'acquisto da 13 milioni di euro per l’azienda  fallita il gennaio scorso, i magistrati indagano su una possibile turbativa d’asta. Infatti l’aggiudicazione definitiva avverrà a fine mese, adesso è solo parziale, e quindi si sta cercando di scoprire se sia in corso un sabotaggio, un'azione che miri a ostacolare il buon esito della vicenda. Va chiarito come le indagini, quindi, non riguardino la posizione del marchio della doppia 'gi' ma quelle di "eventuali terzi".

Chi? Per il momento, viene spiegato, la procura svolge solo "un'attività esplorativa", non ci sono indagati. Negli incontri già avuti con i sindacati, l'azienda ha ribadito la disponibilità a garantire il posto a 230 dipendenti, sugli attuali 304, e ha annunciato investimenti fra i 10 e i 15 milioni. Il confronto, comunque, non sembra scorrere sempre liscio. Lunedì Gucci ha definito "molto gravi e lesive" le prese di posizione di alcune forze politiche e sindacali sulle prospettive occupazionali: non è in corso "nessuna 'trattativa viziata e/o mutilata' e nessun 'ricatto sulla pelle dei lavoratori'", ha scritto Gucci in una nota, ricordando di essersi resa disponibile a studiare "ipotesi di accompagnamento al pensionamento, l'attivazione di servizi di outplacement" e di essersi adoperata per ricollocare "almeno il 50% delle persone che rimarranno in carico al fallimento".

Quella aperta in questi giorni è la seconda inchiesta della procura di Firenze sulle vicende della Richard Ginori. La prima, coordinata dal pm Luca Turco, riguarda il fallimento della fabbrica e vede indagato per bancarotta l'amministratore di Starfin (che controllava Richard Ginori), Roberto Villa.

L'indagine avrebbe un legame anche con quella di Siena su Mps per un investimento in Starfin fatto da Villa e dall'ex responsabile area finanza della banca senese, Gianluca Baldassarri, indagato per le vicende di Rocca Salimbeni. La stessa composizione di Starfin non convincerebbe troppo gli inquirenti: sarebbe partecipata anche da società off shore.

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