Il quadro rubato dai nazisti di nuovo a Firenze dopo 75 anni: "Bentornato a casa" / FOTO

In città i ministri degli esteri italiano e tedesco. Gran successo del direttore degli Uffizi Eike Schmidt: "Rendiamo giustizia alla storia"

'Il vaso di fiori', il dipinto rubato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, è tornato a Firenze. Dopo 75 anni l'opera d'arte del pittore olandese Van Huysum torna dunque a casa.

Il quadro era diventato un caso internazionale, anche a livello mediatico, dal gennaio dell'anno scorso quando a sollevare la questione del suo trafugamento, avvenuto durante la Seconda guerra mondiale per mano di un soldato tedesco, fu Eike Schmidt, direttore (tedesco) degli Uffizi.

Suscitò scalpore l'iniziativa con la quale Schmidt si fece immortalare all'interno delle gallerie con una foto del dipinto accompagnata dalla scritta 'rubato'. L'appello ha aiutato a smuovere molto le acque della diplomazia culturale fra Roma e Berlino e ha consentito nel giro di pochi mesi di ottenere indietro ciò che non era stato possibile recuperare in sette decenni e mezzo.

Questa mattina nella sala bianca di palazzo Pitti alla presenza del ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, del suo omologo tedesco, Heiko Maas, e del titolare della delega ai Beni culturali, Alberto Bonisoli, si è tenuta la cerimonia di riconsegna all'Italia, e al capoluogo toscano nello specifico, del 'maltolto'.

"È una giornata storica - commenta Bonisoli -, negli ultimi tempi siamo riusciti a raggiungere un grande traguardo del quale sono particolarmente orgoglioso. Dimostra la bontà del lavoro avviato da parte nostra e, ancora una volta, dell'impegno del nucleo del patrimonio culturale messo in campo dai Carabinieri".

La giornata è destinata soprattutto a cementare la solidarietà fra Italia e Germania. È la chiave interpretativa che viene offerta in maniera condivisa da Moavero Milanesi e da Maas.

L'obiettivo centrato "corona anche il lavoro di squadra fra i nostri due Paesi - spiega, in effetti, il ministro degli Esteri italiano - a differenza di quanto avviene nel calcio abbiamo giocato nella stessa squadra e abbiamo vinto".

Mentre Maas rimarca quanto la cultura e l'arte possano unire gli Stati. E dal capo della diplomazia berlinese arriva la consacrazione definitiva della collocazione dell'opera. "Deve stare a Firenze, questo è il suo posto – evidenzia il ministro degli esteri tedesco -. Siamo riusciti a convincere il discendente del soldato tedesco" a cedere il quadro "e così 'Il vaso di fiori' è arrivato al ministero e velocemente" lo abbiamo riportato agli Uffizi.

Maas elogia come questa vicenda sia stata accompagnata da un risentimento o da una voglia di vendetta, finendo piuttosto per rafforzare "una profonda amicizia fra Italia e Germania. E questo – avvisa - è un grande dono, è una conquista che deve essere tutelata con gesti come questa cerimonia".

Chi raccoglie il maggiore successo è indubbiamente il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, che spartisce il risultato coi ministri coinvolti nell'operazione.

"Rendiamo giustizia alla storia accogliendo 'Il vaso di fiori' a palazzo Pitti – dichiara il direttore degli Uffizi -. Ringrazio i tre ministri. Bonisoli, in particolare, dal giorno del suo insediamento ha messo fra le sue priorità la volontà di riunire il comitato nazionale per le restituzioni delle opere d'arte, aggiungendo componenti dei ministeri degli Esteri e della Giustizia".

Alla stessa maniera, al ministro tedesco Maas il direttore Schmidt riconosce "di aver promosso una legge per la facilitazione delle restituzioni quando era ministro della Giustizia. Mi auguro che questa sia la prima di una serie di atti in questa direzione".


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