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Giovedì, 6 Ottobre 2022
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Rsa, i gestori protestano alla Regione: "Stanziate più fondi, sbloccare le liste d'attesa" / FOTO

I gestori chiedono il pagamento delle quote sanitarie, tra le altre cose la richiesta di parificare i titoli dei non comunitari per poterli assumere: incontro con Giani il 28 dicembre

"Fuori, fuori, fuori". Così gridavano questa mattina, in piazza Duomo, sotto la sede della Regione di Palazzo Sacrati Strozzi, una cinquantina tra gestori e operatori delle Rsa della Toscana, indirizzati al presidente Eugenio Giani.

Diverse le ragioni della protesta, indetta dal Comitato di coordinamento dei gestori delle rsa toscane.

"La Regione a settembre ha bloccato le quote sanitarie e questo di fatto ha comportato un blocco delle liste di attesa. Adesso nell'area fiorentina abbiamo circa 350 anziani in lista d'attesa, oltre mille considerando l'intera regione", spiega Maurizio De Scalzi, amministratore della Fondazione Turati e coordinatore del comitato.

La quota sanitaria è la parte di 'retta' giornaliera, equivalente a circa 53 euro, che la Regione passa ad anziani e disabili che hanno il diritto al ricovero in Rsa, mentre la restante parte della 'retta', la quota sociale, varia a seconda delle residenze e può andare dai 55 ai 65 euro e oltre. Questa seconda parte viene passata dal sistema sanitario in base all'Isee.

"Con il blocco delle quote sanitarie tutti coloro che avrebbero diritto al ricovero restano in attesa perché l'alternativa è pagarlo interamente di tasca proprio. Così si crea una situazione nella quale noi abbiamo letti vuoti e meno entrate economiche, e nello stesso tempo tanti cittadini hanno negati loro diritti", prosegue De Scalzi.

Alla Regione i gestori, finiti spesso nel mirino per i focolai di contagi Covid durante le prime ondate di pandemia, chiedono di stanziare più fondi. "Le 'rette' sono ferme ad 11 anni fa, mentre i costi sono notevolmente aumentati. Per non parlare di quelli aggiuntivi che dobbiamo affrontare a causa dell'emergenza sanitaria", spiega Franca Conti, presidente della casa di riposto Villa Santa Teresa di Bagno a Ripoli.

Un altro problema è la carenza di personale, soprattutto di infermieri: in tanti durante la pandemia sono stati assunti dal settore pubblico, dove ci sono maggiori tutele e salari migliori. "Per ovviare a questo servirebbe Da subito la parificazione dei titoli delle persone non comunitarie, così da poterli assumere", chiede Conti.

Nello stesso tempo i gestori denunciano la costruzione di nuove residenze sanitarie assistenziali. "In tutta la Regione, per oltre 2mila nuovi posti letto autorizzati. Ma questo è assurdo, perché già ora ci sono migliaia di posti letto vuoti, che per noi sono un enorme costo economico", attaccano De Scalzi e Conti.

In tarda mattinata una delegazione è stata ricevuta dalla segreteria del presidente Giani, che ha fissato un incontro con i rappresentanti della categoria per il prossimo mercoledì 28 dicembre.

FOTO - Protesta dei gestori delle Rsa di fronte alla Regione

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