Rifredi: protesta dei bambini per il giardino dato dal Comune al Calcio storico

I disegni dei bambini tappezzano le reti del cantiere dove si costruisce il campo di allenamento degli Azzurri del Calcio Storico, ma i calcianti non avevano scelto quel luogo

Un disegno affisso al cantiere

“Perché continuano a costruire le case, e non lasciano l’erba….” cantava Adriano Celentano diversi anni fa, molto prima delle polemiche sanremesi. Una strofa buona per le mamme ed  i bambini di via Magellano che da un giorno all’altro si sono visti cancellare il loro piccolo parco verde. Per intenderci, via Magellano è a due passi dalla Nuova Pignone, tra Novoli e Rifredi; quella semiperiferia di Firenze tutta uguale, in cui il padrone assoluto del paesaggio sono i metri cubi di cemento. C’è chi dispregiativamente li chiama ‘dormitori’, chi invece fa di tutto per rendere il quotidiano accettabile. Come le mamme ed i padri di quei bambini che in questi giorni stanno protestando contro la scelta del Comune di trasformare l’unico lembo verde della zona nel campo di allenamento degli Azzurri del Calcio Storico.

Un dissenso che parte dal basso, anzi da sotto il metro, l’altezza di tutti quei bambini che, armati di carta, gessetti e pennarelli, hanno tappezzato la recinzione del cantiere di disegni in cui hanno cercato di fissare la loro profonda disapprovazione. Sì perché lì il cantiere ha già aperto i battenti, con le reti di metallo che hanno circoscritto quello che fino a qualche giorno fa era il loro spazio giochi. Un spazio verde strategico, non fosse altro per la posizione in cui è ubicato: davanti al nido e ad una scuola materna, ma soprattutto “a due passi da casa” come ricordano i genitori neri di rabbia. “Un giorno ci siamo visti arrivare le ruspe sotto casa – si lamenta Elena Oddone, una delle mamme che hanno messo in piedi la protesta – hanno demolito i giochi per i bambini, hanno abbattuto gli alberi e sradicato le panchine, ed in un batter d’occhio il nostro parco è sparito”.

In effetti oggi è difficile rintracciare quello che una volta era il Giardino di via Magellano. I giochi sono tutti ammassati in un angolo e dove c’era gran parte del manto erboso, cingoli e pale hanno già tirato il piano del campo. Del giardino rimango solo i ricordi dei bambini, immortalati nei disegni. Ma le mamme non si sono ancora arrese e ieri sono approdate anche nel Salone dei Duecento, mentre un Consiglio comunale monotematico stava discutendo di cultura cittadina. Si sono alzate, con i figli per mano ed hanno ritmato un coro: “Ridateci il Giardino di via Magellano”.  “E’ assurdo – continua la signora Oddone – che l’amministrazione abbia scelto di distruggere un parco nato solo otto anni fa senza minimamente sentire il parere di chi ne usufruiva”.

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Il Comune in effetti ha fatto le cose in fretta: la delibera di Giunta risale al 29 dicembre scorso e dopo poco più di un mese i lavori sono già ben avviati. Costo complessivo, 150mila euro. Ma non è finita qui, c’è anche un caso che accompagna l’intera vicenda. Il campo infatti era stato richiesto dagli Azzurri, ma non in quel luogo. Ed è  proprio Elena Oddone a tirar fuori le carte che svelano il retroscena. Uno scambio di mail tra la signora Oddone ed il presidente del Calcio Storico fiorentino, Michele Pierguidi. “Era proprio necessario – afferma Pierguidi nella mail –realizzare il campo degli Azzurri? Si, non ce l’avevano ed erano gli unici a non averlo. Era necessario realizzarlo lì? No. E’ stata una scelta del Quartiere 5 che ha i individuato quel sito. Gli Azzurri e il sottoscritto ne avevamo individuato un altro”. Di questa storia alla fine rimangono due cose certe: un giardino che non c’è più e una promessa dell’amministrazione che si è impegnata ad adibire un nuovo punto verde in quel poco di spazio rimasto, che tuttavia è davvero una briciola. Un’altra cosa che rimane, difficile da cancellare: il disappunto disegnato in quei fogli di carta, tra lezione impartita dal ‘basso’ e lacrime amare.
 

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