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Tangenti al Provveditorato alle opere pubbliche: raffica di condanne, patteggiamenti e rinvii a giudizio

In due assolti. L'accusa: gli imprenditori allungavano mazzette ai funzionari in cambio di appalti

Prime condanne per il caso “mazzette al Provveditorato”, l'inchiesta della procura di Firenze su un giro di tangenti e favori in cambio dell'affidamento pilotato di appalti.

All'esito dell'udienza preliminare davanti al gip Maurizio Caivano, cinque persone e una società sono state rinviate a giudizio, tre persone hanno patteggiato, quattro sono state condannate e due assolte in rito abbreviato. Gli imputati sono imprenditori e funzionari della sede di Firenze del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche.

Il funzionario tecnico del provveditorato Francesco Saverio Marino, arrestato in flagranza di reato il 3 novembre 2016 mentre intascava una tangente, dopo aver già patteggiato 1 anno e 5 mesi, riconosciuta dal giudice la continuazione del reato ha scelto di patteggiare una pena complessiva a 3 anni, più 400 euro di multa.

Rinviati a giudizio, invece, gli altri due dipendenti del Provveditorato coinvolti nell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Christine Von Borries. Si tratta del funzionario tecnico Pietro Marasco e del funzionario con ruolo di coordinamento Francesco Bonanno.

Gli imprenditori: due hanno patteggiato pene di 1 anno e 6 mesi e 1 anno e 7 mesi, mentre altri quattro imputati sono stati condannati, in abbreviato, a pene che vanno da 1 anno a 1 anno e 8 mesi.

Altri tre gli imputati rinviati a giudizio: le accuse contestate a vario titolo sono quelle di induzione indebita a dare o promettere utilità, turbativa d'asta, falso in atto pubblico, false fatture e reati fallimentari. Assolti in rito abbreviato, infine. un commercialista e un imprenditore.

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