I sindacati: "Protesta ad oltranza della polizia penitenziaria"

I sindacati annunciano proteste per le condizioni in cui sono costretti a lavorare nell’istituto penitenziario pratese. Si denunciano aggressioni, atti violenti e carenti condizioni igieniche

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

Sono allarmanti i dati diffusi dal Lisiapp-Sappe unitariamente alle altre OO.SS. della Polizia penitenziaria di Prato. "La situazione penitenziaria pratese è fuori controllo. Ci troviamo davanti ad una palese presa in giro degli organi dirigenti del provveditorato regionale delle carceri e della struttura penitenziaria di Prato , dove lo scorso ottobre ci promettevano di risolvere quanto meno il disagio dei poliziotti." E quanto afferma il segretario generale aggiunto del Lisiapp (Libero Sindacato appartenenti polizia penitenziaria) Giuseppe Boccino, dove chiama in causa per le promesse da far invidia ai marinai il Provveditore Regionale e il Direttore del carcere di Prato.

Con le promesse il personale è stanco sottolinea il dirigente Lisiapp - da ottobre si continua ad assistere ad una carenza di organico sempre piu forte, l'invio di nuove unità previste è stata inferiore a quanto assicuratoci, venendo ulteriormente vanificata dai legittimi trasferimenti annuali del personale ad altre sedi, - e ancora - il sovraffollamento dei detenuti in continua crescita tanto anche dopo le promesse fatte dal Provveditore tanto da sbilanciarsi ad affermare di bloccare le nuove assegnazioni dei detenuti - tutto è rimasto lettera morta - . A tutto ciò dobbiamo aggiungere denuncia Boccino le gravi carenze igienico strutturali, un aumento di eventi critici violenti auto ed etero aggressivi, culminati con aggressioni vili al personale di Polizia Penitenziaria. queste situazioni conclude il sindacalista sono eventi di sicuro figlie di una cattiva gestione apicale, che svilisce il ruolo del personale e accentua la gestione dei comportamenti "anomali", ciò provocando nei detenuti una totale indifferenza al rispetto degli agenti chiamati in prima linea.

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