Migranti, Alberti (Lega): “Pacchi da 200 euro, Prefettura aumenti i controlli”

Il consigliere regionale pubblica su Facebook la foto di un pacco da oltre 200 euro, ma non si sa se sia un 'acquisto collettivo'

Invoca più controlli da parte della Prefettura il consigliere regionale della Lega Nord Jacopo Alberti, dopo avere postato ieri sulla propria pagina Facebook l'immagine di un pacco con l'etichetta ed un prezzo leggibile di 212 euro, che, assicura Alberti, “è stato recapitato ad un migrante di una struttura di accoglienza della provincia di Firenze”.

“Riceviamo diverse segnalazioni di questo tipo. Chi scappa dalla miseria come fa a permettersi acquisti di questo tipo?”, prosegue il consigliere del Carroccio, che non rivela chi siano gli 'informatori' che inviano tali foto: "Motivi di privacy". Allo stesso modo, alla domanda su quale sia il centro di accoglienza dove si è verificato il fatto, il consigliere preferisce non rispondere (si tratterebbe di una piccola struttura da pochi posti letto, è però "nel Fiorentino").

“Proseguiamo con il segnalare a nostra volta alla Prefettura, ma servono controlli”, ribadisce Alberti, che ricorda la circolare prefettizia, emessa dalla prefetta Laura Lega quasi un anno fa, era l'ottobre 2018, che imponeva rientri anticipati dei migranti nelle strutture e controlli sui pacchi ricevuti prima della consegna ai migranti stessi.

Una circolare che (ribattezzata come la circolare del 'coprifuoco') fu accolta naturalmente con entusiasmo dalla Lega (il partito), ma suscitò anche forti critiche, con la Cgil per esempio che lo denunciò come “un provvedimento che alimenta esclusione, pregiudizio e insicurezza sociale”.

“La circolare è ancora in vigore. Ci dicono che i migranti per eludere i controlli sui pacchi se li fanno consegnare in strada”, prosegue ancora Alberti.

Si tratterebbe in quest'ultimo caso di acquisti effettuati on line su un noto portale di abbigliamento. “Articoli di moda”, sottolinea il consigliere.

Non si sa però se si tratti di acquisti 'collettivi', effettuato magari con 'collette' per vestiario vario che poi i migranti dividono tra loro. Né se i migranti in questione lavorino (e quindi abbiano uno stipendio che consente loro l'acquisto). Le segnalazioni anonime proseguono.

La circolare: rientri obbligati alle 20 e controlli sui pacchi

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