Omicidio di Lastra a Signa: tre arresti, due erano fuggiti in Spagna

Il 20 agosto scorso un uomo era stato accoltellato, il delitto legato allo spaccio di droga

Tre arresti per l'omicidio di Lastra a Signa, dove un cittadino marocchino di 28 anni, il 20 agosto scorso, fu accoltellato mortalmente.

I tre uomini finiti in manette sono connazionali della vittima e due di essi, fratelli di 40 e 33 anni, come rendono noto i carabinieri, avevano già trovato rifugio in Spagna. Per la precisione, sono stati arrestati a Murcia, grazie alla cooperazione con le autorità spagnole.

L'omicidio, come appurato dalle indagini svolte dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Firenze e coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo fiorentino, si era verificato a seguito di contrasti maturati nell'ambito dello spaccio di stupefacenti.

Secondo quanto ricostruito, si sarebbe trattato di un vero e proprio agguato. La sera prima dell'omicidio infatti la vittima, con numerosi precedenti per droga, aveva chiesto ai due fratelli un quantitativo di hashish per poterlo smerciare 'al dettaglio'.

Al rifiuto dei due fratelli, il 28enne, come ricostruito in conferenza stampa dal tenente colonnello dei carabinieri Carmine Rosciano, ha offeso pesantemente i fratelli.

Questi ultimi hanno quindi ricontattato il 28enne, dandogli appuntamento in piazza Gramsci, nei pressi di un circolo di Lastra a Signa, "per chiarirsi", intorno alle 21.

Invece si sono portati dietro un coltello e l'intento "era quello di provocare lesioni gravi, se non mortali", spiega Rosciano.

I colpi inferti alla fine sono stati quattro: all'addome, alla gamba sinistra e al braccio destro, alzato dalla vittima per tentare di difendersi.

Il terzo arrestato, 30enne, è stato fermato dai carabinieri a Lastra a Signa, a casa della sua convivente, non distante dal luogo del delitto. Tutti e tre sono accusati di omicidio volontario in concorso (in Spagna è sata arrestata con l'accusa di favoreggiamento anche la fidanzata, già pregiudicata, di uno dei due fratelli).

"E' un fatto di sangue grave, che dimostra nuovamente una piaga sociale importante", legata al mondo dello spaccio di stupefacenti, ha commentato il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo.

"Fatti di inaudita violenza che da queste parti non si registravano", ha aggiunto il procuratore, sottolineando il ruolo fondamentale di diversi testimoni nel permettere alle indagini di imboccare la strada giusta.

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