Omicidio Ciatti, Nardella in Spagna: "Processo a gennaio"

Il sindaco assieme al primo cittadino di Scandicci ha incontrato i magistrati

"Ho incontrato i vertici della magistratura inquirente spagnola, dai quali ho avuto rassicurazioni sull'attenzione riservata alle indagini. Ci è stato comunicato che l'istruttoria è nella fase conclusiva e che all'inizio dell'anno prossimo comincerà il processo". E' quanto affermato dal sindaco di Firenze Dario Nardella, in missione a Barcellona e a Madrid, nel suo ruolo di primo cittadino anche della Città metropolitana.

Nardella, assieme al sindaco di Scandicci Sandro Fallani, ha già incontrato i magistrati che stanno indagando sui drammatici fatti che portarono alla morte di Niccolò Ciatti nell'agosto 2017.

A Madrid il sindaco, accompagnato dall'ambasciatore italiano Stefano Sannino, ha fatto visita alla procura generale iberica per un aggiornamento sull'istruttoria in corso del caso Ciatti. Nell'occasione Nardella ha ricordato anche il caso dell'incidente avvenuto nel 2016 a Freginals, dove persero la vita 14 studentesse, sette delle quali italiane e tre toscane: Valentina Gallo di Firenze, Lucrezia Borghi di Greve ed Elena Maestrini di Grosseto.

Oggi Nardella e il sindaco di Scandicci Sandro Fallani raggiungeranno Lloret de Mar e si vedranno con il sindaco Jaume Dulsat i Rodriguez.

"Sono qui - spiega Nardella - per portare la voce di Firenze sulla domanda di giustizia per Niccolò, vittima di un atto di inaudita e gratuita violenza. Come sindaco metropolitano seguirò con tutta l'attenzione possibile ogni fase del processo per far sentire la vicinanza delle nostre comunità e per avere giustizia".

L'OMICIDIO DI NICCOLO' CIATTI

E' passato più di un anno da quando il 22enne Niccolò Ciatti morì a Lloret de Mar a seguito dei calci e pugni ricevuti da un gruppo di coetanei in una discoteca della Costa Brava.

E’ ancora in carcere a Girona Rassoul Bissoultanov, il 24enne ceceno (residente a Strasburgo) che si vede sferrare il calcio mortale allo scandiccese in un video girato nel momento dell'aggressione. I due compagni di Bissoultanov sono tornati in Francia ma sono indagati per omicidio.

Niccolò era insieme ad un gruppo di amici dove trascorreva le vacanze estive. Nella discoteca era stata organizzata una serata dedicata ai numerosi italiani che ogni anno vanno in Costa Brava. Ancora non si conoscono i motivi per cui Niccolò iniziò a litigare con il gruppo di ceceni. Nel giro di pochi secondi i tre iniziarono a massacrare il giovane scandiccese. Il padre di Niccolò, Luigi, è diventato il simbolo della lotta per conoscere la verità su quella maledetta notte.

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