Campo di Marte, lo stadio se ne va? L'opinione di residenti e commercianti

Per il sindaco Renzi l'iter per portare lo stadio alla Mercafir si dovrebbe concludere entro il 2012. Ma cosa pensa la gente del quartiere di questa gigantesca operazione?

Lo storico Bar Marisa

“Entro il 2012 porteremo a termine l’iter burocratico per portare il nuovo stadio di Firenze nell’area Mercafir”. Così sentenziò e continua a farlo il sindaco Matteo Renzi. Un impegno preciso, un’idea partorita e maturata durante la scorsa estate e ufficializzata a fine settembre 2011, proprio all’interno dell’area Mercafir, nella serata dei ‘Cento luoghi’. All’inizio piedi di piombo, poi nei primi giorni del 2012 l’accelerata decisa sul progetto. Tutto bene purché il discorso non verta sulla Fiorentina, o meglio sulla proprietà della società, i fratelli Della Valle, peraltro fino adesso trincerati dietro un silenzio assordante che sa tanto di freddezza. Una ‘quiete’ che tuttavia sta bene al sindaco, anzi sembra quasi recitare la parte del paravento: “Basta tirare per la giacchetta i Della Valle” ha tuonato giusto lunedì Renzi, con tanto di “rosiconi” a chi in questo momento cruciale tenterebbe di buttare benzina sul fuoco.

MARISA - Finora i sogni del primo cittadino, il dibattito istituzionale con una strizzatina di occhio agli equilibri economici di una fetta del tessuto sociale. Ma nel quartiere di Campo di Marte, cosa pensano del possibile trasloco della Fiorentina? “Qui noi commercianti rischiamo di morire tutti” è l’opinione secca e sferzante di Paolo del Bar Marisa, l’università viola del calcio parlato. Opinioni continue, chiacchere, scontri accesi con un tema immutabile: la Fiorentina. E qui che si vive per i colori della maglia, il pensiero è univoco ed unilaterale: “Lo stadio non si deve spostare”. “Gran parte dell’indotto del quartiere – continua Paolo – vive attorno allo stadio. Non è solo questione della domenica. C’è chi viene per assistere agli allenamenti, chi per incontrare i giocatori all’uscita degli spogliatoi, e chi raggiunge la zona per i biglietti. E’ chiaro che tutto questo movimento ed interesse da una gran mano al commercio”.

E se lo stadio prendesse la direzione di Novoli? “Se davvero dovesse succedere, rischieremmo quest’assurdo: Campo di Marte si trasformerebbe in quello che oggi è Novoli, un dormitorio. Già la sera qui non circola più nessuno, se poi si toglie anche lo stadio….”. Già, la vita e la socialità, quella che è meno conosciuta nella Firenze che guarda verso nord. Il presidente del Consiglio comunale, Eugenio Giani, propose a suo tempo, una volta inserito il nuovo stadio nel contesto Mercafir, di portare la movida fiorentina, che tante bocche fa storcere in centro, a Campo di Marte. “La movida? Giani se la porti sotto casa. Io abito a Santo Spirito e so cosa vuol dire non dormire fino alle 4 di notte. Non può essere questa la soluzione”. Futuro incerto, tanto che verrebbe da pensare il Bar Marisa in direzione Novoli: “No, impossibile. Noi siamo un bar storico del quartiere, e qui rimaniamo. Con o senza lo stadio”.

MARATONA - Pensiero netto, inequivocabile. Ma basta fare due passi lungo via Manfredo Fanti e si capisce subito quanto le posizioni sul tema siano variegate. Per l’edicolante appena dietro la curva Fiesole non ci sono dubbi: “Per noi alla fine cambierebbe poco. Anzi dal punto di vista lavorativo credo sarebbe meglio se ne costruissero uno a Novoli, visto che qui quando c’è la partita chiudono tutte le strade”. E’ sì, la storia del calcio italiano spesso è andata parallela con la follia della violenza di frange di tifosi più che da curva da barricate. Così le aree prossime agli impianti sportivi spesso si trasformano in specie di bunker, tra transenne, percorsi obbligati, parcheggi che scompaiono ed operazioni di filtraggio del pubblico. “Certo la domenica della partita c’è più movimento” afferma Massimiliano, titolare del rinnovato Caffè Maratona. Il problema dello stadio tuttavia non sembra che lo preoccupi troppo: “Lo stadio da molto da una parte ma toglie altrettanto dall’altra, e mi riferisco alla chiusura delle vie ed ai problemi di ordine pubblico. Noi siamo poco interessati a questo dibattito, ormai abbiamo una clientela consolidata”.

Bar pieno, ma per strada poca gente ai piedi del ‘gigante’ biancastro che domina il quartiere, l’Artemio Franchi. Qualcuna in più si trova girellando tra i banchini del mercato rionale immediatamente dietro alla curva Fiesole. “Bene sarebbe – dice un signore residente in zona – che lo stadio rimanesse qui. Il problema vero è che più che lo stadio a Firenze servono i giocatori. E’ il primo anno da trent’anni a questa parte che non faccio l’abbonamento”. Anche questa è Firenze, anzi sentendo il signore verrebbe da pensare che più che lo stadio questa città abbia bisogno di una grande Fiorentina. Discorso vecchio, piazza esigente.

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Fai due passi e l’opinione muta come spesso fa il vento. “Per me lo stadio – si sfoga un residente – lo potrebbero fare anche a Compiobbi. E’ 50 anni che vivo a Campo di Marte e sono davvero stanco di essere ingabbiato dallo stadio. E’ dagli anni ’90 che ci prendono in giro, da quando con i lavori per il Mondiale ci promisero un parcheggio sotto lo stadio. Il parcheggio lo hanno fatto, ma riservato a società e giocatori. Con l’aggravante che qui il calendario degli impegni della Fiorentina diventa l’arbitro assoluto per il parcheggio dei residenti. Ora basta”.  
 

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