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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Casa, il Movimento: “Il Comune sabota i nostri progetti di autorecupero”

Bargellini: “Abbiamo vinto un progetto sull'autorecupero, Palazzo Vecchio vuole fermarci per poi fare speculazione?”

“Il comune di Firenze sta facendo di tutto per sabotare il progetto di auto recupero vinto grazie al bando della Regione Toscana". A denunciarlo è Lorenzo Bargellini, leader del Movimento lotta per la casa, durante il sit-in di questa mattina di fronte a Palazzo Vecchio.

Bargellini cita i casi dell'ex asilo Ritter e l'ex immobile dell'Asl di via Aldini, strutture abbandonate, occupate per anni da intere famiglie “nel contesto di un progetto di autorecupero per permettere alle famiglie che ci abitano di uscire dall'illegalità e dal degrado".

Il Movimento, spiega Bargellini, ha vinto il bando tramite l'associazione 'Un tetto sulla testa'. Oltre alle due già citate, sono coinvolte anche le occupazioni dell'area del Melograno di via Aretina, di proprietà del Comune, e di via Dazzi, una vecchia colonica dell'Università.

Dopo la vittoria del bando, la Regione attraverso fidejussioni ha messo in campo un aiuto concreto di circa 40mila euro per ogni stabile, cifra a cui gli occupanti dovranno aggiungere il residuo necessario per completare i lavori, da restituire attraverso un affitto calmierato con rate mensili di circa 300 euro.

“In via Dazzi - spiega Bargellini -, dopo l'accordo con l'Ateneo i lavori sono praticamente iniziati. In via Aldini stanno per stipulare la convenzione con la Asl. Sono fermi invece i cantieri del Comune, che si sta mettendo di traverso sull'asilo Ritter e il Melograno, dove si contano 20 alloggi. Su queste due realtà, nonostante un bando vinto, siamo costantemente ostacolati. L'ultima scusa sollevata è il reato di occupazione: specifica però non prevista dal bando della Regione".

“Nell'ultima lettera inviata da Palazzo Vecchio – prosegue Bargellini -, ci intimano di riconsegnare l'asilo Ritter, perché l'amministrazione possa procedere ad assegnarlo alla stessa associazione formata dagli occupanti. Ma perché lasciarlo per rientrarci dopo un tempo indefinito? Il nostro timore, dal momento che dietro l'asilo Ritter ci sono due aree dismesse pronte a future speculazioni, la ex Cerdec e la ex Seves, è che vogliano affossare il progetto dell'auto recupero per vendere tutto. Per questo chiedamo un incontro urgente con il Comune”.

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