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Cronaca

Pronto soccorso, la Regione corre ai ripari e assume 60 medici. Ne servivano più del doppio: "Ma non ci sono"

L'ammissione dell'assessore alla sanità Simone Bezzini: "Facciamo il possibile, ma non ci sono abbastanza medici da assumere"

"Si è concluso il concorso che era stato bandito durante l’estate, le domande potevano essere presentate entro il 22 agosto, ed i sessanta medici in graduatoria che hanno superato le prove, 9 specializzati e 51 specializzandi, saranno tutti assunti". Così recita una nota della Regione, in riferimento ai 60 professionisti che saranno indirizzati nei pronto soccorso della Toscana.

Numeri, però, assolutamente non sufficienti a colmare il fabbisogno, come più volte denunciato dagli stessi operatori del settore, dall'ordine dei medici e dai sindacati. Ne sarebbero serviti oltre il doppio, e a dirlo è lo stesso l’assessore regionale al diritto alla salute, Simone Bezzini.

“Purtroppo il fabbisogno era superiore: sarebbero serviti oltre 130 professionisti. Noi facciamo il possibile, ma non ci sono abbastanza medici da assumere”, ammette Bezzini. Anche per questo "la Regione sta battendo in parallelo altre strade per ridurre i carichi dei pronto soccorsi, come gli Ama, le aree mediche di ammissione sperimentate in più aziende o il rafforzamento, in prospettiva, della sanità territoriale".

Da molto tempo i professionisti del settore denunciano cronica mancanza di personale, condizioni di lavoro sempre più estenuanti e paghe molto più basse rispetto ai colleghi di tanti altri stati europei. Condizioni che spingono molti medici a dimettersi, e pochi specializzandi a scegliere il percorso di 'medicina di urgenza', visto lo stress e le suddette condizioni alle quali sono sottoposte. Una situazione che va avanti da anni e che favorisce lo spostamento di tanti professionisti verso il privato, a danno dei cittadini che usufruiscono del sistema pubblico.

Quanto ai 60 neo assunti, "i medici con specializzazione entreranno in servizio entro la prima metà di dicembre ed ugualmente gli specializzandi che accetteranno in prima battuta la collocazione proposta. L’assegnazione cercherà di tenere conto del fabbisogno delle singole aziende e dell’opzione di sede di lavoro indicata dal medico. L’intenzione - sottolinea la Regione -, è quella di non sprecare nessuna risorsa".

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