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Rifredi: giovani negazionisti aggrediscono autista dell’autobus

Uno di loro si è accanito sulla protezione in plexiglass

Ieri sera, poco prima della mezzanotte, tre giovani hanno infastidito un’autista dell’autobus Ataf che si era appena fermato in Via Fantoni. Il lavoratore ha chiesto ai quattro, peraltro ubriachi, di indossare la mascherina per salire all’interno del mezzo. Per tutta risposta, uno di loro, 24enne italiano, ha spaccato la catena messa per delimitare l’area del guidatore, cominciando poi a prendere a pugni la barriera in plexiglass che protegge il posto di guida; per concludere, non riuscendo ad andare oltre, ha sputato sul vetro. 
L’autista è riuscito ad allontanarsi con l’autobus, mezzo le cui corse sono state interrotte per essere sanificato, chiedendo quindi l’intervento della polizia. 

Gli agenti delle volanti sono riusciti a rintracciare il quartetto. Un 24enne polacco è stato accompagnato all’ospedale di Careggi perché estremamente ubriaco. Un trentenne slovacco ha assunto un atteggiamento riottoso nei confronti degli agenti. Infatti, quando ha avuto un poliziotto a breve distanza, ha cercato di centrarlo con una testata. Motivo per cui è stato utilizzato lo spray al peperoncino per renderlo inoffensivo. Il giovane è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio, resistenza a pubblico ufficiale e multato per ubriachezza e per non aver rispettato le norme per il contenimento del Covid-19. 

Denunciato anche il coetaneo italiano per interruzione di pubblico servizio oltre ad essere multato per ubriachezza e per non aver rispettato le norme per il contenimento del Covid-19. Un 23enne senegalese è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio e perché risultato irregolare sul territorio. 

Il commento di Michele Lulurgas (membro Rus Ataf per la Filt Cgil): “Le notizie della pandemia, la situazione difficile dei trasporti, le preoccupazioni per la salute in merito a possibili contagi ci avevano fatto scordare, per un periodo, del fatto che purtroppo nel lavoro dell'autista di bus esistono anche questi rischi, come ha avuto l'occasione di tener bene a mente il nostro collega vittima dell'aggressione. Fortunatamente la sua calma ed il suo sangue freddo hanno fatto sì che l'episodio di cui parliamo si sia risolto solamente in un bello spavento, ma riteniamo non sia da sottovalutare che gli aggressori non si sono fermati, nella loro furia, nemmeno di fronte alle forze dell'ordine, vittime anch'esse dei ragazzi in questione. Cosa sarebbe potuto succedere, anche solo se per caso il collega si fosse trovato alla guida di un mezzo dotato di un livello di protezione inferiore? Riteniamo che servano più controlli in determinate fasce orarie, onde evitare certi episodi; allo stesso modo, penso sia opportuno che l'azienda, nella fase di vertenza in cui ci troviamo, debba opportunamente fare un passo nei confronti degli autisti, valorizzandone il lavoro, la professionalità e la dedizione, che abbiamo visto per mesi durante le fasi più critiche della pandemia, e che vediamo oggi, davanti ad un collega che non ha voluto neanche ricorrere agli infortuni nonostante lo shock subito. Questi lavoratori meritano di più, e ci aspettiamo che l'azienda faccia la propria parte”.

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