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Gay Pride a Firenze: striscioni, polemiche, banchini e street band

Per la prima volta a Firenze. Grassi solleva critiche sul mancato patrocinio del Comune

Il mondo gay sabato scende in piazza per i diritti. Questa è la prima volta che accade a Firenze e l'obbiettivo degli organizzatori è di portare in strada almeno 10mila persone.

Un fiume di gente che osserverà anche un minuto di silenzio per la strage di Orlando. Ci saranno parrucche arcobaleno, street band e striscioni. Oltre a banchini, come hanno spiegato stamani Dalida Angelini (segretaria Cgil Toscana) e Paola Galgani (segretaria Cgil Firenze) al fianco dei promotori, per firmare la Carta dei Diritti e per i tre referendum (per abolire i voucher, per la clausola sociale nel cambio appalti, per ripristinare l'Articolo 18) proposti dalla Cgil nazionale.

Il corteo di sabato sarà aperto dallo striscione del Comitato organizzatore, dopo cui seguiranno i gonfaloni di Regione e Comuni e Province aderenti(infine gli altri soggetti e i carri). Proprio sul riconoscimento, nel caso il mancato patrocinio di Palazzo Vecchio, il consigliere di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi ha attaccato l'amministrazione comunale. “Nardella ha patrocinato, nei suoi due anni da sindaco, di tutto. Da mostre a pagamento, poi fallite come Flora Firenze, ad eventi privati di lusso come quello che si è svolto a metà maggio in Palazzo Vecchio. Una reunion di yachtisti plurimilionari. Però niente per il Pride di sabato e per l’iniziativa di Amnesty e Arci su Magherini e il reato di tortura. E’ una vergogna”.  

Su questa decisione il dibattito si era già aperto in quanto esponenti della maggioranza avevano chiarito come il Comune non abbia concesso il patrocinio a manifestazioni con una connotazione politica o di parte. E, disciplinare del Comune alla mano, Grassi ha incalzato: “Nel regolamento si dice anche che può essere concesso dal Sindaco a quelle iniziative e manifestazioni che coinvolgano parte o tutto il territorio comunale o abbiano una rilevante ricaduta per il territorio e la comunità cittadina e che presentino almeno uno dei seguenti requisiti: a) siano pertinenti ai settori di attività di competenza dell’Ente; b) siano corrispondenti alle esigenze di particolare valore sociale, morale, culturale, celebrativo, educativo, sportivo, ambientale ed economico che il Comune di Firenze rappresenta”.

Nel pomeriggio è arrivata la replica della vice capogruppo Pd in Consiglio comunale Francesca Paolieri: “Non c’è nessuna volontà di discriminazione nel non concedere il patrocinio e nel non mandare il Gonfalone del Comune di Firenze al Gay Pride di sabato prossimo”.  "Non è giusto che i partiti politici strumentalizzino i diritti umani. Firenze risponde con i fatti alle domande sui diritti civili tanto che lunedì scorso il gruppo PD ha approvato una mozione che mette sullo stesso piano le unioni civili ai matrimoni dandogli la medesima importanza e offrendogli le stesse sedi dove vengono celebrati i matrimoni". 

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