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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Forteto, altri 13 indagati. Per l'appello ancora un rinvio

Il 14 luglio la prossima udienza e forse la sentenza. Il pm Galeotti: "Se le vittime hanno mentito Fiesoli va assolto"

"Se davvero" le vittime del Forteto "hanno mentito su delle circostanze importanti, dobbiamo invocare che la corte annulli la sentenza": "se il Forteto è quel paradiso, allora dobbiamo assolvere" gli imputati. "Se mentono, assolvete Rodolfo Fiesoli". E' il passaggio centrale della provocatoria replica del pubblico ministero Ornella Galeotti questa mattina all'udienza del processo d'appello sul Forteto, che in primo grado ha visto condannati il suo leader Rodolfo Fiesoli a 17 anni e mezzo insieme ad altre 16 persone. La sentenza è slittata ancora: per giovedì 14 luglio è prevista la replica dell'avvocato di Fiesoli, Lorenzo Zillletti. Poi, salvo ulteriori allungamenti, si dovrebbe arrivare all'esito conclusivo.

Il pm ha risposto così alle accuse che gli avvocati della difesa hanno mosso sulla veridicità delle testimonianze rese da alcune delle vittime al processo di primo grado che si è chiuso un anno fa. Per Galeotti in questa storia "non c'è una soluzione mediana, questa è una vicenda su cui o è nero o è bianco: non può essere grigio", ha detto sottolineando che "dobbiamo avere la chiarezza mentale per stabilire chi ha detto la verità", perché "qui abbiamo due voci assolutamente inconciliabili".

"Per la difesa le parti civili sono portatrici di meri interessi economici - ha sottolineato Galeotti - se fosse vero allora sarebbe sempre così" e non avrebbe senso la parte civile. In più, per il pm, se le parti civili "hanno fatto un complotto l'hanno fatto veramente male", per la scarsa coordinazione delle loro testimonianze. Dopo la replica di Galeotti, sono intervenuti gli avvocati di parte civile, nel pomeriggio gli avvocati della difesa. Per la chiusura del processo, salvo ulteriori elementi, manca soltanto l'ultima replica, quella di Zilletti.

Durante il dibattimento è emersa però un'altra novità: 11 persone sono finite sotto inchiesta per falsa tesimonianza sulle dichiarazioni rese al processo di primo grado. Si tratta di persone che per lo più hanno testimoniato a favore della difesa, tirate in ballo dalle stesse motiviazioni della sentenza di primo grado, che, tra gli altri, chiama in causa anche alcuni membri al vertice dell'attuale cooperativa. Inoltre fra gli indagati ci sarebbero anche altri due assistenti sociali.

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