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Coronavirus, effetto lockdown: Arci in crisi

Spopolate le case del popolo, casse vuote e dipendenti in cassa integrazione

Il lockdown anti-Coronavirus ha lasciato gravi strascichi anche sulla rete dei circoli dell'Arci di Firenze.

Il bilancio è molto pesante: 230 dipendenti su 252 sono finiti in cassa integrazione (più dell'80%), circa 3.000 iniziative sono state annullate o sospese, 500.000 euro a settimana di incassi sono sfumati.

"I numeri raccolti in queste settimane di crisi tramite i nostri circoli, ci dimostrano anche in questa situazione quanto le case del popolo siano una presenza capillare sul territorio e quanto purtroppo abbiano subìto anche loro i danni di questa chiusura forzata" dichiara il presidente di Arci Firenze, Jacopo Forconi.

Nelle settimane dell'epidemia, le case del popolo si sono attivate tempestivamente contro il virus, anticipando le misure di chiusura applicate dal governo.

Al tempo stesso, però, non hanno fatto mancare il loro contributo sociale con 150 iniziative di solidarietà in tutta la provincia.

I volontari hanno così consegnato spesa, farmaci a domicilio a famiglie bisognose, allestito spese sospese, attivato il supporto legale, psicologico e di mediazione di conflitti oltre che per problematiche legate all'orientamento sessuale o di identità di genere.

L'impegno durante la fase più acuta dell'emergenza Covid si è tradotto anche nella raccolta di donazioni per la sanità e per la protezione civile, nonché dando vita a gruppi di acquisto collettivo per supportare negozianti.

Non è mancato l'aspetto culturale grazie a dirette, rassegne musicali e interventi on-line. Per far fronte alle difficoltà economiche, alcune delle case del popolo hanno attivato sulla piattaforma 'produzionidalbasso' una raccolta fondi per sostenere la riapertura.

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