Coronavirus, gli infermieri: “Dateci più mascherine e protezioni”

Dalla Regione intanto via a 2mila assunzioni, ma la Cgil: "Chi entra rischia di perdere 1.500 euro"

Gli infermieri, impegnati al massimo in questi giorni di emergenza da Coronavirus al pari di medici e personale sanitario, chiedono “adeguate misure di protezione”, per loro stessi e per gli altri.

Lo fanno attraverso Danilo Massai, presidente dell’Ordine degli infermieri di Firenze e Pistoia. “Ringraziamo la Regione Toscana per gli sforzi profusi per creare direttamente in Toscana mascherine di barriera – spiega Massai -. Ma servono mascherine specifiche per chi si trova a operare in determinate circostanze. Le mascherine di barriera non sono adatte a tutti. Chiediamo che vengano forniti presidi di protezione necessari e adeguati all’operatività di ogni infermiere e professionista sanitario. Altrimenti è a rischio la salute di tutti”.

Inoltre, “chiediamo mascherine per tutti gli infermieri, non solo per chi opera a contatto con i casi positivi o nei reparti più a rischio. Servono anche interventi sugli spogliatoi. In questo momento gli spazi sono troppo stretti e mettono a rischio la salute degli infermieri”.
All'ordine di Firenze e Pistoia, dice Massai, risultano iscritti oltre 9mila infermieri. Nella nostra Regione, come in tutta Italia, c'è grande carenza di personale, come peraltro vale per i medici. “In tutta la Toscana mancano 5mila infermieri”, spiega Massai.

Nelle stesse ore, la Regione Toscana ieri, mercoledì, ha annunciato “duemila assunzioni a tempo indeterminato di infermieri e Oss (operatori socio sanitari) entro una decina di giorni. E pronte anche le graduatorie per l'assunzione a tempo determinato di 670 medici specialisti. Anche per essere preparati a un futuro incremento dei bisogni sanitari correlati all’attuale emergenza Coronavirus, la Regione Toscana, forte delle trecento graduatorie messe a disposizione da Estar (Ente di supporto tecnico amministrativo regionale), e in particolare delle due graduatorie di infermieri e Oss che contano al loro interno alcune migliaia di professionisti, ha avviato un ingente piano di assunzioni di personale sanitario, puntando soprattutto su contratti a tempo indeterminato (2.000 quelli previsti complessivamente), in modo da creare nel contempo una solida base di professionalità per il futuro”.

Nello stesso tempo, si legge in un comunicato della Regione “a fronte della ormai nota carenza di medici specialisti, Estar ha attivato una serie di selezioni in parallelo per le discipline di cui si teme di aver più bisogno nell’immediato futuro. Le graduatorie sono già pronte e 200 anestesisti, 300 medici internisti, 150 medici dell’emergenza, 20 infettivologi sono ora disponibili per il previsto rafforzamento di alcune centinaia di unità degli organici medici, e si continuerà nei prossimi giorni ad attivare nuove azioni di reclutamento per tutte le discipline mediche, a partire da pneumologi e microbiologi”.

Sul capitolo assunzioni però non tutto fila liscio. “In queste ore – scrive la Fp Cgil Firenze -, ESTAR sta effettuando le chiamate ai 2000 assunti chiedendogli, a differenza della normale procedura a causa dell’emergenza, di prendere servizio entro 7 giorni. Alcuni di questi lavoratori sono attualmente impiegati presso strutture della sanità privata o delle cooperative sociali. Questi lavoratori per prendere servizio presso il Servizio Sanitario Regionale dovranno presentare le dimissioni dal proprio posto di lavoro. Senza rispettare il preavviso richiesto normalmente”, con il rischio di perdere fino ad una mensilità, circa 1.500 euro.

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“Non è ammissibile - aggiunge la Cgil -, che chi viene chiamato di urgenza a prendere servizio per contribuire a contrastare l’emergenza sanitaria in atto debba pagare il preavviso. Chiediamo ai datori di lavoro di rinunciare al preavviso e alla Regione di farsi carico del problema esercitando la dovuta 'moral suasion'”.

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