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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Cooperante fiorentino morto a Capo Verde: dopo 5 mesi il mistero è ancora fitto

David Solazzo fu trovato morto in casa lo scorso 1 maggio. La famiglia non crede all'incidente

Sono passati ormai cinque mesi dalla morte di David Solazzo, il cooperante fiorentino trovato senza vita nell'arcipelago di Capo Verde, sull'isola di Fogo, il primo maggio 2019. Un decesso ancora avvolto nel mistero, coi familiari che continuano a chiedere verità sulla tragica fine dell'agronomo, 31 anni, giunto il novembre precedente sull'isola per coordinare un progetto della onlus fiorentina Cospe che aveva l'obiettivo di portare avanti azioni per il rafforzamento del turismo rurale e sostenibile sull'isola. Nonostante la sua giovane età, d'altronde, David era già un esperto di cooperazione e aveva alle spalle un'importante esperienza in Angola, sempre col Cospe.

David è stato trovato morto in casa, a terra, riverso in una larga pozza di sangue. Il cadavere del giovane era a poca distanza da una finestra dell'abitazione, che aveva il vetro rotto. I frammenti del vetro erano sul pavimento. A dare l’allarme, dopo aver scoperto il corpo esanime, sarebbe stata una vicina di casa. La sera precedente alla scoperta del corpo, stando a quanto ricostruito dalla locale procura, il 31enne era stato a cena con degli amici, una sorta di festicciola. La strada del ritorno verso casa l'aveva fatta in compagnia di un’altra cooperante del Cospe. I due si sarebbero salutati poco prima di entrare nelle rispettive case, distanti poche centinaia di metri. E' stata l'ultima volta che una conoscente del giovane ha visto David vivo. Le autorità locali hanno formulato sin da subito l'ipotesi di un decesso causato molto probabilmente da un “incidente domestico”.

Pochi giorni dopo, il 5 maggio, è arrivata l'autopsia. Anzi, le autopsie. Una infatti è stata effettuata in loco, l'altra al policlinico Gemelli di Roma quando la salma è rientrata in Italia, il 15 maggio. Stesso risultato: David è morto dissanguato. I medici legali hanno riscontrato, oltre a una serie di tagli superficiali ed alcune escoriazioni alle ginocchia, la presenza di tre profondi tagli sul suo avambraccio destro, quasi all'altezza del gomito. Tagli compatibili con lesioni procurate dalla rottura del vetro di una finestra accanto al portone principale della casa, trovato infranto. Ma anche da altri strumenti da taglio. Per questo a Roma sul caso è stato aperto un fascicolo per omicidio.

Quel che è certo è che la famiglia di David non crede all’ipotesi dell’incidente domestico dichiarata dagli inquirenti di Capo Verde e resta determinata ad andare avanti. Troppi, i dubbi. Alcuni elementi investigativi, ad esempio, porterebbero a ipotizzare la presenza di altre persone nell’appartamento del giovane agronomo: lo dimostrerebbe il fatto che sulle maniglie delle porte non c’era sangue, trovato invece in diversi punti all’interno della casa. Secondo il legale di famiglia, l'avvocato Giovanni Conticelli, potrebbe essere stato un ladro o qualcuno con il quale David ha discusso in modo animato.

E una colluttazione potrebbe essere all'origine degli altri tagli superficiali sul corpo e varie lesioni sulle ginocchia. "Abbiamo saputo anche che non è stata fatta intervenire la polizia scientifica", ha inoltre dichiarato l'avvocato Conticelli. E poi c'è il mistero dei tabulati telefonici estrapolati dal cellulare di David: non se ne sa niente, al momento. Ma è di tutta questa tragica storia che, al momento, dopo 5 mesi, si sa poco o niente.

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