Cascine, zia e nipote di 2 anni uccise da un ramo. Il pm: "Controlli carenti, condannate i tecnici"

La tragedia il 27 giugno 2014. Davanti al giudice tre imputati per omicidio colposo in concorso

Foto d'archivio

Il 27 giugno 2014 al parco delle Cascine, la piccola Alice, 2 anni, morì schiacciata dal ramo di un bagolaro pesante una tonnellata e lungo 14 metri. Era sul suo passeggino, spinto dalla zia Donatella, 51 anni, quando il ramo che si protendeva per tutta la sua lunghezza sul “vialetto del galoppo” crollò. Uccidendo sia lei che la zia.

Ieri al tribunale di Firenze, per questa doppia tragedia, il pm Giuseppe Ledda ha chiesto due condanne nei confronti di altrettanti imputati di omicidio colposo in concorso: anno e 10 mesi per Filippo Petrocelli, 42 anni, pistoiese, il tecnico agronomo che il 22 settembre 2010, tre mesi dopo una violenta tempesta di vento che aveva reso necessario l'abbattimento di oltre 200 alberi nel parco, aveva controllato il bagolaro ma – secondo l'accusa - senza avvedersi che il grosso ramo era parzialmente staccato dal tronco e raccomandando solo una potatura, peraltro mai eseguita.

Un anno e 4 mesi, invece, per David Cappelletti, 44 anni, scandiccese, coordinatore del servizio Verde Urbano della Ciclat, per non aver fatto nuovamente controllare nel 2011, come indicato dal tecnico Petrocelli, il “bagolaro killer”. La Ciclat (consorzio italiano cooperative lavoratori ausiliari) era la cooperativa cui il Comune aveva affidato, sin dal 2002, i controlli degli alberi al Parco delle Cascine: in questi controlli, stando all'inchiesta della procura fiorentina, vi sarebbero state però gravi carenze.

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Rispetto alle quali non avrebbe tuttavia alcuna responsabilità il terzo imputato, il direttore tecnico di Ciclat, Cesare Bagnari, 53 anni, di Faenza, per il quale il pm Ledda ha chiesto l'assoluzione per “non aver commesso il fatto”.

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