Biglietti degli Uffizi, giornalista francese infuriato per i prezzi: "Cultura per ricchi"

Scende in campo l’assessore comunale che attacca questa pratica: “Inammissibile ingannare turisti con biglietti più cari”

Uffizi (immagine di repertorio)

74 euro per entrare agli Uffizi con altre tre persone, di cui due a prezzo ridotto. Una somma che ha fatto infuriare un giornalista francese, Laurent Marsick, che ha postato su Twitter il costo, a detta sua troppo esoso, taggando anche il Comune e scrivendo "La culture pour tous... it’s a joke?" "La cultura per tutti ...è uno scherzo?" con l'hashtag #CulturaPerRicchi.

L'episodio è balzato sotto gli occhi degli stessi Uffizi e del Comune, entrambi taggati. Il primo ha precisato come i ticket non fossero stati acquistati sul canale ufficiale mentre Palazzo Vecchio ha spiegato che prenderà provvedimenti in merito (sebbene il museo non sia comunale come precisato anche dal sindaco, ndr). 

“Non è un caso isolato ed è inammissibile – attacca l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi -: ho già avuto un colloquio con la nostra Avvocatura e porterò questo tema come il più urgente al tavolo della Firenze card. Questa è la vera 'riforma' a mio avviso più urgente, quella del contrasto alle azioni illecite e ingannevoli". “E’ inaccettabile – afferma l’assessore - che ci siano siti che richiamano il nome ufficiale di musei cittadini e quindi si mascherano da enti delle istituzioni culturali fiorentine a tutti gli effetti e vendano biglietti a prezzi molto maggiorati. Si tratta di un vero e proprio inganno sulla pelle dei turisti ma anche una beffa nei confronti delle istituzioni culturali della città. Il caso del giornalista francese è solo uno dei tanti: ho raccolto tramite il mio assessorato molte lamentele di questo tipo. Adesso basta: ho avuto un colloquio con il capo della nostra Avvocatura e metteremo al setaccio tutti i siti che svolgono una funzione fuorviante e illecita per quanto riguarda i musei civici cittadini e qualora vi fossero irregolarità e scorrettezze metteremo tutte le nostre forze a disposizione per contrastarle: chi viene a Firenze non può essere ingannato con falsi annunci di ‘salta code’ o altri tipi di scorciatoie che sono solo millantate e costano caro. Allo stesso tempo sarà mio impegno portare questo tema al tavolo della Firenze card in nome di una battaglia per la legalità”.

“Siamo pronti – conclude Sacchi - a collaborare con le Gallerie degli Uffizi come già fatto in passato con azioni di contrasto sia al bagarinaggio sia alle attività illecite nel piazzale del museo. Ho già telefonato al direttore Eike Schmidt e condividiamo la visione che la cultura è l’antidoto al degrado più efficace e per cultura si intende anche la cultura della legalità. Non a caso da alcuni anni Comune e Uffizi sono fianco a fianco nell’organizzazione del cinema all’aperto che si svolge proprio nel piazzale e che contrasta in maniera efficace proprio le situazioni di possibile degrado e i danni all'immagine della città". 

Sul caso è intervenuto anche il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: "Lo diciamo da sempre: è totalmente inaccettabile il bagarinaggio online che approfitta del nome degli Uffizi per proporre biglietti a prezzo maggiorato a persone ignare del costo reale dell'ingresso in museo. Abbiamo da tempo predisposto una black list dei siti che compiono questo tipo di operazioni illegali, tanti li abbiamo fatti chiudere, abbiamo cause legali in corso e da tre anni, insieme a Polizia postale, Guardia di Finanza, Carabinieri ed Avvocatura dello Stato stiamo profondendo il massimo impegno per contrastare questo deprecabile fenomeno". biglietti2-2

"Un altro fondamentale tassello nella lotta al bagarinaggio in rete - aggiunge - lo abbiamo messo nel settembre 2017, lanciando il nostro sito ufficiale (www.uffizi.it), dotato di una indicizzazione altissima nei motori di ricerca, che ci pone dietro solo ai siti a pagamento. E' evidente, dunque - conclude il direttore - che su questo fronte siamo vigili, attivi ed in trincea dall'inizio del mio mandato, insieme a tante altre forze dello Stato. Se ora a questa battaglia volesse aggiungersi anche il Comune di Firenze, questo non potrebbe che farci piacere".
 

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