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La decisione / Tavarnelle Val di Pesa

Barberino Tavarnelle, stop al risarcimento per le stragi nazifasciste

L'avvocatura dello stato contesta le sentenze sulla morte di Egidio Gimignani e l'eccidio di Pratale

Si ferma il risarcimento per le stragi di Pratale e l'uccisione di Egidio Gimignani. L'avvocatura dello stato infatti ha contestato le sentenze emesse dal tribunale di Firenze: il percorso giudiziario avrebbe dovuto far riferimento unicamente allo Stato italiano e non alla Repubblica federale di Germania.

Indignazione in comune

La notizia è arrivata alle famiglie delle vittime della strage di Pratale, tredici contadini fucilati nell'estate del 1944 a colpi di mitraglie nella radura tra Sambuca e Badia a Passignano, e di Egidio Gimignani, massacrato nel suo paese di origine, a San Donato in Poggio. Il sindaco di Barberino Tavarnelle, David Baroncelli, è intervenuto duramente sulla decisione. “È un'assoluta vergogna – tuona il primo cittadino - che lo Stato italiano ostacoli, invece di portare avanti e contribuire a definire il percorso giudiziario che vede coinvolta la Repubblica federale di Germania nell'assunzione di responsabilità dei crimini nazifascisti perpetrati nel nostro territorio attraverso il risarcimento dei danni ai familiari delle vittime”. 

Le sentenze

Sulle istanze presentate dai familiari, il tribunale di Firenze aveva emesso le prime sentenze italiane che condannavano la Germania al risarcimento dei danni nei confronti degli stessi familiari attraverso il fondo di garanzia istituito dal governo italiano nel 2022. L’avvocatura dello Stato, ha fatto appello contestando la presenza della Repubblica federale nel processo come parte in giudizio. “I due appelli - continua il sindaco Baroncelli - sono identici e il fatto paradossale è che la contestazione è riferita non tanto al quantum del risarcimento né ai fatti presi in esame ma ai soggetti coinvolti”. Secondo l’avvocatura dello Stato il percorso giudiziario avrebbe dovuto far riferimento unicamente allo Stato italiano e non alla Germania. 

“Un pretesto”

“È chiaro che si tratta di un incomprensibile pretesto per allungare i tempi a danno dei familiari – prosegue il sindaco - una risposta che non è ancora un diniego alla verità ma lo lascia pensare poiché di fatto si oppone allo sviluppo dell’iter giudiziario a danno della nostra memoria, di fronte alla quale l'avvocatura dello Stato preferisce voltarsi dall'altra parte. Alcuni mesi fa al comune di Barberino Tavarnelle è stato comunicato il conferimento della medaglia d'oro al merito civile per i fatti di Pratale, questo è lo stesso stato che oggi ci dice che i militari nazifascisti, autori dei crimini di guerra, non dovevano essere citati, non dovevano essere coinvolti nel processo. Trovo l’atteggiamento dell'avvocatura dello Stato assurdo e surreale”. 


L'appello

Il sindaco non perde la fiducia nelle istituzioni e lancia un appello. “Mi appello ancora una volta al governo – sottolinea Baroncelli - e chiedo con forza che il risarcimento nei confronti dei familiari avvenga con l’assunzione di responsabilità da parte della Repubblica federale di Germania e si definisca in tempi congrui”. “Sono sconcertato per questa decisione dell'Avvocatura – conclude il senatore Dario Parrini - È moralmente e giuridicamente ingiustificabile. È evidente la volontà di allungare pretestuosamente i tempi per scoraggiare sia chi ha fatto ricorso sia chi sta decidendo se farlo. Un organo dello Stato non dovrebbe mai comportarsi così”.

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