Addio allo stress da posto fisso: così amore e viaggio ci hanno cambiato la vita

La storia di una coppia di fiorentini che hanno avuto il coraggio di lasciare tutto 

Alessandro Mangione e Irene Stori

Alessandro e Irene, una storia d'amore che si è sviluppata macinando chilometri nel mondo dopo aver avuto il coraggio di prendersi per mano e partire senza voltarsi indietro. Entrambi fiorentini hanno detto addio a eterni apprendistati e flebili avanzamenti di carriera. Occhi negli occhi: si parte e si prova. Adesso vivono da espatriati, felici per aver ritrovato la misura delle proprie vite. 

Perché avete lasciato l'Italia?
Ci siamo conosciuti circa due anni fa all'interno del supermercato dove lavoravo come direttore. Io vengo da un percorso di studi come tecnico dei servizi sociali mentre Irene si è laureata in Storia dell'Arte. Abbiamo lavorato in Italia sin da quando eravamo giovani. Per quanto mi riguarda ho seguito un processo di crescita professionale all'interno della grande distribuzione, facendo un'infinita gavetta. Solo dopo 7 anni nella stessa azienda sono riuscito ad ottenere una posizione professionale diversa, ma ahimé, solo in termini di prestigio. 

Sì ma poi cosa è successo?
Nonostante le responsabilità e le forti pressioni di un lavoro gestionale di un team di 30 persone, mi sono ritrovato con uno stipendio pressochè uguale a tutti gli altri dipendenti. Lavoravo ininterrottamente,arrivando anche a 55 ore settimanali. Non riuscivo più a riposare bene. Mangiavo poco e trascorrevo il giorno libero a cercare di recuperare energie per rientrare in batteria. La mia vita privata, praticamente azzerata, era niente più che un intermezzo tra due sessioni lavoro. Ero entrato in un vortice di insoddisfazione e frustrazione dal quale non riuscivo ad uscire. Nessuna gratificazione sul lavoro e solo un incitamento a produrre di più. Produci, produci, produci, non basta,dovete fare di più e in meno tempo,riduci i costi e aumenta i profitti mi dicevano. Quella dannata sensazione di essere trattato come una macchina.

E poi è arrivata Irene...
Conosco Irene per caso nel supermercato e cominciamo a frequentarci. Mi parla della sua insoddisfazione per un contratto di apprendistato di tre anni per imparare a servire gelati in cono o coppetta. Dopo pochi mesi arriva il nostro primo viaggio, in Norvegia, dove lei spesso mi racconta della sua esperienza di vita in Canada durata sei mesi. Mi racconta un mondo diverso da ciò che sto vivendo, dove si vive il lavoro senza frenesia e esiste la parola "merito". Città dove regnano legalità e sicurezza,dove non esiste differenza di genere tra uomini e donne. Fantastico a lungo sulla possibilità di espatriare ma temo di non avere il coraggio. Parlo a lungo con la mia psicologa (una persona al quale sarò riconoscente a vita) e finalmente mi butto. Una mattina, di comune accordo con Irene, firmiamo le nostre dimissioni e partiamo con un biglietto di sola andata per l'Asia. Abbiamo bisogno di tempo per guardare le nostra vite da un'altra prospettiva,da lontano, con lucidità. Viaggiamo tre mesi tra Cina, Laos,Thailandia, Cambogia e Vietnam e poi ancora Svizzera e Francia. 25000 km d'intensità travolgente.

Cos'è cambiato nella vostra vita andando all'estero?
In Cambogia abbiamo visto i bambini ustionati dal sole raccogliere la plastica che noi Occidentali lasciamo sulle spiagge per racimolare qualche spicciolo. In Cina abbiamo conosciuto la straordinaria umanità di persone disposte ad aiutarti mentre eravamo sperduti di notte in una zona rurale, senza connessione né modo di raggiungere l'ostello.

Come si può viaggiare così?
Molte persone in questi anni ci hanno chiesto se siamo ricchi. Viaggiare così tanto sembra alla portata di "chi se lo può permettere" ed invece vi posso assicurare che non è così.Il nostro viaggio è costato la metà di una macchina nuova col quale stiamo in coda tutte le mattine sui viali ad imprecare per il traffico

Come è cambiata la vita?
Riusciamo a viaggiare perché abbiamo ritrovato il senso della misura. Ogni volta che siamo davanti ad una maglietta,un paio di scarpe,un accessorio ci chiediamo sempre: Ma io ho veramente bisogno di comprare questo? A cosa mi servono 25 paia di scarpe se non potrò mai vedere un tramonto su un'isola deserta in Cambogia? Ritrovare il senso della misura,di ciò che è necessario e cosa non lo è, fa risparmiare e permette di viaggiare. In fondo,a cosa serve un armadio pieno se i tuoi occhi sono vuoti?

Parlando di adesso, com'è la vita in Olanda rispetto all'Italia?  
Siamo tornati profondamente toccati da questa esperienza ma convinti di voler provare ancora una volta in Italia. Troviamo entrambi lavoro ma le nostre esperienze si riveleranno disastrose (a posteriori direi fortunatamente) per questo siamo volanti in Olanda. Abbiamo optato per l'Olanda, attratti dai racconti di alcuni amici vissuti qui per un breve periodo. Ci siamo resi subito conto che la vita qui ha un corso completamente diverso. 

Come si lavora in Olanda?
Nel mio primo lavoro qui (trovato con una facilità disarmante) il capo del dipartimento mi disse "inizia a rallentare che tra dieci minuti andiamo tutti a casa che il weekend è arrivato". Pensavo scherzasse ma era serio. Si esce tutti con una puntualità impeccabile,qualunque cosa resti da fare.In un'altra occasione, portò un ghiacciolo uno ad uno ai 40 dipendenti perché si rendeva conto del caldo nella struttura. Caffè gratis in azienda e rimborsi se utilizzi i mezzi pubblici per raggiungere il lavoro. Hai la sensazione costante di essere trattato come uomo prima,come dipendente poi. La tua vita privata resta l'aspetto fondamentale qui e c'è ovviamente un ottimo bilanciamento tra vita privata e ore lavorate. Senza parlare ovviamente degli stipendi.

Dove viaggerete nel 2020?
Attualmente siamo al lavoro per l'organizzazione del nostro prossimo viaggio. Partiremo a Giugno 2020 con l'obiettivo di esplorare alcune delle zone più remote della Terra, quelle di cui la maggior parte delle persone non conosce nemmeno l'esistenza. Partiremo dall'Asia Centrale: Kazakistan e Kirghizistan saranno le prime tappe per poi continuare a spostarci per almeno un anno alternando periodo di esplorazione pura a mesi di lavoro a contatto con la natura e le persone. Dopo questo viaggio avremo una vita e una morte intera per stare immobili nel solito posto, dico sempre ad Irene.


 

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