Psicologia: nel cuore della mente

Psicologia: nel cuore della mente

Giornata mondiale del bacio: cosa esprime in realtà il contatto tra le labbra

L'analisi del dottor Loris Pinzani

Foto di StockSnap da Pixabay

La giornata di oggi è dedicata ad un atto unico nel panorama del comportamento umano. Certamente il bacio, come altre attività dotate di una funzione emotiva di grande intensità, non può essere letto da un punto di vista esclusivamente affettivo oppure sessuale, ma piuttosto abbinato a condizioni che ne spieghino la portata. In effetti il significato della manifestazione psicologica del bacio, risale all’emotività fondamentale, che coinvolge l’universo intimo di ognuno.

È necessario soffermarsi, se non altro nella giornata attuale, su cos’è. In effetti il bacio e su cosa esso rappresenti nella socialità umana e nella condizione psicologica soggettiva. Per comprenderne la portata è necessario rifarsi al concetto di intimità. Ora, la condizione intima mentale è molto più accentuata di quanto potrebbe essere immaginato nel vedere la naturale disinvoltura con cui vengono esercitati i rapporti sociali nel loro insieme, a seconda del sentimento a cui corrispondono. Nel corso dei secoli ed in particolare degli ultimi decenni (almeno fino ad oggi), si sono raggiunte condizioni sociali che facilitano le manifestazioni di contatto in genere e sessuali. Nonostante questa apparente facilità, la mente vive un desiderio di vicinanza con gli altri esseri a cui si oppone, probabilmente a causa del significato enormemente maggiore che ognuno intimamente attribuisce a qualunque forma di avvicendamento tra le persone. Sappiamo bene che la storia di questo ultimo periodo ci ha condotti a dare un nuovo significato a qualunque relazione ed a qualsiasi manifestazione di trasmissione emotiva tra gli esseri umani. A tutto questo non eravamo abituati.

La dimensione umana non permette la totale consapevolezza dei significati che ci riguardano, disponendo una separazione tra le condizioni coscienti e quelle che non lo sono. Proprio questo costituisce un limite e contemporaneamente protegge la nostra specie da profondità fin troppo complesse, che porterebbero ad una disfatta. Il bacio rappresenta una condizione consueta ed apparentemente “semplice”, in realtà in esso si esprime la manifestazione della più viva intimità che spesso sfugge alla capacità umana di rendersi conto delle emozioni che ne derivano. È necessario ribadire che quello che noi avvertiamo consapevolmente è un frammento di quello che accade all’interno di ogni animo, ove si svolge una forma di esistenza parallela a quella nota, decisiva per lo svolgimento quotidiano. Dunque, il bacio è talmente rilevante nella sua apparente semplicità, da costituire necessariamente qualcosa che è necessario resti incomprensibile, in un turbine ormonale che si manifesta in qualunque situazione nonostante esso appaia un gesto oramai consueto, per esempio in una coppia ormai collaudata. In effetti qualunque cosa si faccia nasconde una intimità certamente maggiore di quella apparente ed a maggior ragione ciò vale per un gesto di grande rilevanza e complessità. Prova ulteriore di quanto appena affermato è la grande importanza ed il grande movimento che il gesto in questione scatena da un punto di vista neurofisiologico. Una pubblicazione del 2011 apparsa su j.neuroscience “L'amore è più di un semplice bacio: una prospettiva neurobiologica sull'amore e sull’affetto”, ne ha tracciato i limiti incerti eppure umani. La neurobiologia e la neurochimica delle emozioni, nelle proprie manifestazioni chiariscono l’importanza dei meccanismi neurochimici alla base dell'attaccamento mediante il ruolo di neurotrasmettitori specifici, i quali sono probabilmente coinvolti in modo diretto anche nel sistema affettivo umano nel suo insieme.

L’innata propensione verso una condizione di attaccamento coinvolge nelle più varie forme l’esistenza e la manifestazione che potremmo definire passionale di cui il bacio è sia scientificamente che in modo letterario, la maggiore manifestazione.

Nell’articolo in questione venne eseguito a una recensione sulle conoscenze neuro biologiche relative alle manifestazioni di amore e in relazione ad una condizione di affettività che potremmo definire romantica. Ne emerse un quadro di straordinaria complessità che fu poi convalidato in ripetuti studi successivi.

Emerge un panorama stupefacente ed articolato, in cui l’individuo umano espone nell’atto del bacio una sintesi estrema, una condizione in cui si manifesta l’unione con un altro individuo ed in esso con la globalità collettiva di cui ognuno è comunque parte.

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Ora che il contatto implicato nel bacio è stato ridimensionato,molto più di quel che sembra dovrà essere riconsiderato. Come sempre dinanzi ad un gesto non certo semplice ma consueto, si dispone il mondo riflesso di ognuno.

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