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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Ascoltare, valorizzare, condividere: arrivano in Toscana le "imprenditrici della gentilezza"

Organizzate in rete, partecipano all’attuazione del progetto nazionale "Costruiamo Gentilezza" per costruire pratiche gentili e accrescere il benessere della comunità. Ecco chi sono e cosa fanno le 'pioniere' toscane

Fondare le proprie relazioni su ascolto, comprensione e fiducia, valorizzando le qualità delle persone coinvolte nella relazione lavorativa; favorire l’armonia lavorativa attraverso dialoghi e pratiche costruttive; co-progettare, realizzare e condividere buone pratiche di gentilezza per accrescere il benessere dei lavoratori, in particolar modo prestando attenzione ai genitori e ai loro figli. Sono i valori su cui si fonda l'azione imprenditoriale degli "imprenditori della gentilezza".

Questa speciale categoria - in cui primeggiano le donne - è stata ufficializzata lo scorso anno a Ivrea, patria di Adriano Olivetti, con la stipula del contratto viola (il colore della gentilezza) per mano di Cristina Ghiringhello (direttrice di Confindustria Canavese), Guido Stratta (responsabile delle risorse umane di Enel Italia) e di due studenti di una scuola professionale locale (che rappresentavano l’impegno verso il futuro).

Imprenditrici fiorentine, sempre più forti ma sempre meno. L'84% ha "sacrificato la vita privata"

E ora questo ruolo - possono prendervi parte manager, liberi professionisti, commercianti, artigiani - si sta sempre più diffondendo in tutta la penisola, compreso nella nostra regione, dove già si registrano le primi "imprenditrici della gentilezza". Scopriamole insieme.

Toscana

In Toscana i primi "imprenditori della gentilezza" sono donne, una caratteristica diffusa anche in altre regioni. e sono proprio loro a spiegare come costruiscono abitualmente pratiche di gentilezza nel proprio lavoro e cosa significa per loro essere "imprenditori di gentilezza".

Caterina Bellandi, tassista di Firenze: “La comunità lavorativa a cui appartengo, ovvero quella dei taxisti, mi sottopone ad un quotidiano esercizio di ascolto: la mia immagine, talvolta giudicata stravagante (il mio variopinto taxi per me è cuore pulsante, è una navicella spaziale con cui mi dirigo nell’universo degli incontri e delle relazioni, con cui trasporto i miei supereroi alle terapie e in coinvolgenti avventure), oltre che il periodo che stiamo vivendo di forte stress anche in ambito lavorativo, mi sottopone spesso a situazioni di non accoglienza. Praticare gentilezza in tale ambito dipende molto dagli stimoli: con persone gentili lo sforzo è inesistente, mentre davanti a stimoli di rifiuto o rigidità, mi esercito al silenzio con l’intento di trovare un modo per entrare in relazione anche con chi, ha più difficoltà a praticare la gentilezza. Inoltre per me essere imprenditore della gentilezza corrisponde a fare rete ed allenarsi insieme a concretizzare progetti ed intrecciare relazioni, guardare tutti nella stessa direzione”.

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Deborah Fabbri, agente generale di assicurazioni di Firenze: “Personalmente metto in pratica la gentilezza quotidianamente attraverso l’ascolto, la pazienza e l’empatia. É necessario capire le situazioni, comprendere le caratteristiche di ogni persona per poter valorizzare gli aspetti positivi di ognuno. Come imprenditrice della gentilezza mi impegno a concretizzare piccole azioni quotidiane di utilità comune, a utilizzare parole cortesi con le persone, ad ascoltare e cercare soluzioni condividendo umanamente il bisogno di ogni persona che rivolge una richiesta. Forma e contenuto devono sostenersi a vicenda per essere autentiche e sentite”.

Debora Fabbri-2

Letizia Gentile, imprenditrice per un’agenzia di comunicazione e direttore di Compagnia delle Opere Toscana di Firenze: “Ogni giorno mi impegno nel mettere in pratica la gentilezza essenzialmente  “ascoltando”. Non è poi così banale l’ascolto perché sempre meno presente nella nostra vita professionale e personale. L’ascolto è un dedicarsi all’altro per approfondire la conoscenza e capire come posso essere di aiuto. Questo nuovo ruolo rappresenta per me un impegno o meglio una responsabilità a diffondere modi per vivere la gentilezza concretamente!”.

Letizia Gentile-2

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