Fiorentina, Iachini: "Le voci fanno parte del gioco, la società mi è vicina. Dispiaciuto per Callejón"

Il tecnico della formazione gigliato è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro il Parma, che potrebbe rivelarsi decisiva per il suo futuro sulla panchina viola

Beppe Iachini

È stata una settimana delicata per Beppe Iachini, tecnico della Fiorentina, il cui futuro dopo la sconfitta patita all'Olimpico contro la Roma, è stato oggetto di numerose speculazioni. Sulla panchina dell'attuale tecnico viola aleggiano le ombre di Prandelli, Sarri e Spalletti. Dalla società non filtra nulla, ma è lecito pensare che un altro risultato negativo a Parma possa equivalere al capolinea per l'allenatore marchigiano.

Alla vigilia della sfida con i ducali sono arrivate le dichiarazioni pre-partita di Iachini, che è partito dalla positività al covid di Callejón: "Sono dispiaciuto per la situazione di José - ha detto -. Stava lavorando per raggiungere la miglior condizione possibile. Avevamo lavorato con lui per trovare diverse soluzioni tattiche. Purtroppo è stato un fulmine a ciel sereno". E l'assenza dello spagnolo non sarà l'unica, al Tardini, infatti, mancherà anche Pezzella: "La sua assenza l'abbiamo pagata moltissimo. Dobbiamo guardare avanti, lui non ci sarà neanche domani perché ha ancora problemi alla gamba. Chi va in campo dovrà dare il massimo. Ribéry? Sta ritrovando la condizione dopo il problema alla caviglia. Giocando ritroverà la condizione e la brillantezza. Con la sua esperienza in campo sarà presto di nuovo fondamentale e ai suoi livelli".

Inevitabilmente Iachini ha dovuto commentare le tante voci sul suo futuro: "Le voci fanno parte del gioco. Non conta il mister in questo momento. Conta l'attaccamento alla maglia e la voglia di fare partite con grinta. La società e il Presidente sono sempre vicini. Le voci anche dopo il lockdown ci sono sempre state. Non sarei rimasto se non fosse stato valutato in maniera positiva il lavoro con i ragazzi. Il lavoro sul campo è stato apprezzato da quartultimi siamo tornati al 10 posto l'anno scorso. Io penso al presente ora. Loro mi seguono anche se ci sono stati problemi fisici in questo inizio di campionato".

A Iachini è stato chiesto se abbia mai pensato alle dimissioni o se qualcuno in società lo abbia spinto a dimettersi: "Nessuno mi ha mai chiesto questo - la secca smentita del tecnico -. La dirigenza mi ha chiesto solo di uscire da questa situazione negativa. Se avessi percepito una situazione negativa da parte della squadra o della società lo avrei fatto senza pensarci. Invece penso solo a reagire e a venire fuori da questo momento". 

Tra le cose che non convincono della gestione di Iachini c'è il modulo che per certi versi pare inadatto alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Contro il Parma non sono da escludere variazioni: "Abbiamo delle variabili su cui stiamo lavorando anche alla luce dell'assenza di Callejón".

L'allenatore viola ha parlato anche degli attaccanti, dopo che all'Olimpico aveva deciso di lasciar fuori tutti i centravanti presentandosi 'spuntato' per non concedere riferimenti ai giallorossi, una scelta che si è rivelata inefficace: "Nelle prime quattro partite abbiamo premiato Kouame che sembrava quello più pronto. Va detto che il precampionato è stato atipico e molto breve. Poi ha avuto una leggera flessione, forse anche per la pressione o la giovane età. Ma non possiamo aspettarci da chiunque vada in campo che faccia i goal che faceva Batistuta. Anche lui ha avuto il suo percorso di crescita per diventare un grande attaccante. Non possiamo avere tutto e subito e dobbiamo dargli il tempo di maturare e di diventare grandi in fretta. Accettare qualche critica, reagire in maniera positiva, mi aspetto che 'aggrediscano' la situazione per crescere anche sotto l'aspetto caratteriale oltre che tecnico".

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