Fiorentina, Commisso sul taglio stipendi: "Iniziativa della Juve da prendere come esempio"

Il patron viola è intervenuto ai microfoni di Gr parlamento. Tanti gli spunti, dalla situazione legata al coronavirus e l'impatto sul club alla questione stadio

Lontano dall'Italia ma costantemente aggiornato sulla situazione nel Paese e sugli affari di casa Fiorentina, Rocco Commisso è intervenuto in collegamento telefonico dagli Stati Uniti con Rai Radio Gr Parlamento.

Tra gli argomenti affrontati anche la questione inerente il taglio degli stipendi con un plauso all'iniziativa adottata dalla Juventus che ha raggiunto l'intesa con i suoi tesserati, risparmiando una cifra vicina ai 90 milioni: "L'iniziativa della Juve va presa ad esempio. Per quanto ci riguarda abbiamo una situazione di grande solidità ma anche noi stiamo studiando un'azione per il bene del club e il futuro, bisognerà vedere come il calcio andrà avanti" ha dichiarato.

Il patron viola si è mostrato scettico sulla ripresa del campionato: "L'emergenza sanitaria non è finita, pensiamo prima alla salute poi parleremo di calcio. Vedremo se e quando le squadre potranno tornare ad allenarsi. Per ora ci sono grandi possibilità che questo campionato non possa terminare".

L'emergenza covid-19 ha riguardato da vicino la Fiorentina che ha avuto ben 12 contagiati fra giocatori e dipendenti dello staff: "Vediamo le cose positive, il gruppo si è compattato ancora di più dopo questa situazione e ne uscirà rafforzato umanamente. Grazie a Dio nessuno dei nostri tesserati è più all'ospedale e sono tutti a casa, ma l'emergenza non è finita, non sappiamo ancora quando arriveremo a zero casi. Spero che il virus non arrivi in maniera grave nel meridione che non è attrezzato come il Nord. Negli Stati Uniti, il rischio è che possa essere addirittura peggio dell'11 settembre".

Il patron viola ha parlato anche della questione stadio: "Ai fiorentini voglio dire che alle spalle del club c'è Mediacom, la nostra forza nasce da lì. Vedremo cosa si potrà fare col governo. Molti stadi in Italia sono da rinnovare o da costruire da zero. Siamo in ritardo per quello che vedo negli USA ma anche in Francia, Spagna, Germania e Inghilterra. Dopo questa crisi la politica potrebbe aiutare chi vuole investire per fare nuovi stadi o ristrutturarli. Una legge nuova si farà. Avrei voluto fare fast, fast, fast ma ho trovato di fronte la burocrazia italiana. Lo stadio è importantissimo lo stadio, lo voglio ribadire con forza".

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