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Lunedì, 30 Gennaio 2023
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La Basilica di San Miniato al Monte: perché si chiama così?

Storia e curiosità di uno dei monumenti più belli e caratteristici del capoluogo toscano, da dove godere di una vista mozzafiato su tutta la città

A pochissimi metri da Piazzale Michelangelo c'è un altro posto dove godere del panorama mozzafiato che offre Firenze. Si tratta della basilica di San Miniato al Monte, ovviamente. Capolavoro d'arte romanica, la basilica è uno dei monumenti più belli e caratteristici del capoluogo toscano. Ma perché si chiama così?

La storia inizia presumibilmente il 25 ottobre del 250 d.c. con il primo martirio cristiano di Firenze, quello appunto di Miniato. Su questo episodio ci sono varie versioni, ma tutte terminano allo stesso modo. Le ricostruzioni più accreditate parlano di un soldato romano convertito al cristianesimo o di un principe armeno di passaggio a Firenze durante la persecuzione cristiana dell’imperatore Decio. Si narra che Miniato, rifiutatosi di venerare gli dei pagani, sia stato torturato come esempio per gli altri. Gli agiografi riportano vari aneddoti ‘miracolosi’, che si suppone abbiano vanificato il supplizio, ma restano tutti concordi con la finale decapitazione del santo. 

Dopo la decapitazione, avvenuta secondo alcuni presso l’attuale Porta alla Croce (piazza Beccaria) o secondo altri più vicino al fiume, pare che Miniato abbia raccolto la testa, attraversato l’Arno e sia salito sul colle di fronte. Nel luogo dove sembra si sia fermato fu costruita, alcuni secoli dopo, la basilica omonima. Le ossa del Santo riposano a tutt'oggi nella cripta della chiesa che dovrebbe risalire, come complesso ancestrale, al 787. Un'ultima ipotesi vorrebbe che Miniato fosse una figura nata sulla base di un più antico culto dedicato a San Menna, martire egiziano le cui reliquie erano venerate a San Miniato al Monte già nel 787, così come risulterebbe da un diploma di Carlo Magno che parla della basilica ‘martiris Christi Miniatis, sita Florentie, ubi eius venerabile corpus requiescit’ (del Cristo martire Miniato, situata a Firenze dove riposa il suo venerabile corpo). 

Altre curiosità sulla basilica

  • La numerologia:  l’intera struttura sembra essere stata costruita sul numero 5 che è strettamente legato al numero aureo, attraverso il pentagono ed il dodecaedro che da questo deriva. Nella simbologia dei numeri il 5 è il numero del sole ma anche il simbolo della quintessenza spirituale e dell’uomo radicato nello spirito. Si tratta di un rapporto ultradivino che nell’antichità gli eruditi associavano alla sacralità.
  • La simbologia del pellicano: All’interno della basilica sono presenti anche animali simbolici. Alcuni stilizzati come il pellicano trova posto tra le varie figure geometriche che compongono lo spazio sacro davanti al Presbiterio ma in posizione sopraelevata quasi all’altezza del tetto. Il pellicano si presta ad un doppio significato simbolico, sia come immagine di Cristo che si lascia crocifiggere e si dona per redimere l’umanità sia come immagine di Dio che sacrifica suo figlio facendolo risorgere dalla morte.
  • Il pulpito: Il leggio del pulpito è sorretto  da una colonna in cui si fondono tre figure: un'aquila, un uomo e un leone. Tutte rimandano alla natura divina (aquila), umana (uomo) e animale (leone) e sono simboli di tre evangelisti: manca il toro, che rimanda all'apostolo Luca. Un'ulteriore nota curiosa è relativa al Cherubino del pulpito, una sorta di guardia posta a sorveglianza del perimetro più segreto della basilica. 
  • L'antica iscrizione: Una arcana e misteriosa iscrizione si trova tra lo zodiaco e l’ingresso che recita:” Hic valvis ante. Celesti numine dante;. Mccvii remetricus et iudex. Hoc fecit condere joseph,.Tinent de ergo rogo cristum, quod sempre vivat in ipsum,. Tempore mte”. Che può essere tradotta nel seguente modo: “imprimendo la regola celeste davanti a queste valve, indicando le misure e controllandone la rispondenza, Giuseppe fece realizzare quest’opera. Dunque prego Cristo di prendervi per sempre dimora. In questo spazio sacro il tempo e la morte perdono il loro potere.1207”.
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