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Giovedì, 30 Giugno 2022
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In più di 60mila per i Red Hot Chili Peppers e il Visarno si accende come il sole californiano | FOTO

Penultimo giorno di rock alla Visarno Arena: dopo tre anni dalla messa in vendita dei biglietti i Red Hot sono arrivati a Firenze

Bentornato John Frusciante. Era dal 2009 che i fan dei Red Hot Chili Peppers aspettavano il ritorno del figliol prodigo a casa. Una vita tra alti bassi: da band underground a mainstream, il non saper gestire il successo e l'uso di droghe, una predisposizione alla vita più pacata e meno esuberante, come ha mostrato anche questa sera sul palco, portarono Frusciante e chiudersi sempre di più nelle dipendenze e nella solitudine. Il primo abbandono risale al 1992, poi vi rientrò nel '98 e lì rimase fino al 2009. Nel 2019 poi un post su Instagram annunciò il ritorno di John, che lo ricordiamo è considerato uno dei migliori chitarristi della storia (riconoscimento assegnato dalla rivista Rlling Stone, ndr), con i RHCP e contestualmente la separazione da Josh Klinghoffer che aveva preso il suo posto.

John di nuovo nel gruppo, un nuovo tour mondiale, le prime idee per un nuovo album (Unlimited Love pubblicato quest'anno ad aprile) e poi la pandemia che blocca per tre anni i loro progetti, ma adesso il gruppo è tornato ed è pronto a infuocare parchi e stadi. 

A Firenze erano quasi in 64mila ad ascoltarli, per la precisione 63.500 persone: bambini, ragazzi, gruppi di amici che si sono rivisiti proprio in occasione del concerto, ma anche fan della prima ora. La complicità tra Anthony Kiedis, Flea, John Frusciante e Chad Smith è palpabile. Come sempre Flea e Anthony sono i mattatori della serata: prendono in giro se stessi, il pubblico, improvvisano. Non viene difficile immaginarli in sala prove, non saranno poi così diversi dai live. La band di Los Angeles ha portato un po' del sole della California a Firenze, ma per fortuna dopo i picchi di 40 gradi avuti durante il giorno, la sera è stata clemente ed ha regalato una fresca brezza, forse in onore della loro Zephyr song.

Red Hot Chili Peppers a Firenze: il concerto

Le vecchie glorie come Californication?, Otherside, Snow, Give it away sono state alternate da alcuni brani del nuovo album These Are the Ways, It's Only Natural e Black Summer. Ovviamente l'attenzione, almeno all'inizio del concerto, era catalizzata su John per il quale la folla ha anche intonato un coro ad hoc. Con la flemma che lo contraddistingue il chitarrista ha poi ringraziato il suo pubblico non deludendo le aspettative. Assolutamente da menzionare il dialogo d'amore tra la sua chitarra e il basso di Flea: minuti di pura estasi in cui i due musicisti si sono trovati ad improvvisare prima che partisse Snow. Quasi un cheek to cheek che è stato letteralmente osannato dai 63mila.

Conclusa la scarica adrenalinica che ha avuto come chiusa By the way, sulla via del ritorno in molti hanno iniziato a commentare lo spettacolo e alcuni sono rimasti delusi dal fatto che lo show sia durato solo un'ora e mezzo. "Dopo tre anni mi aspettavo almeno due ore", commenta un ragazzo e a lui faranno eco molti altri, ma come avevamo constatato la mattina, andando a intervistare chi era in attesa che aprissero i cancelli alle 12:00, le aspettative erano molto alte e alcuni sarebbero stati pronti a rimanere anche per cinque ore ad ascoltarli. Domani la serata conclusiva con i Metallica, i Greta Van Fleet e Jerry Cantrell.

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