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Oscar 2021: nessuna statuetta per l'Italia, ma Firenze gioisce per la vittoria di "Nomadland"

E' fiorentina l'unica casa editrice italiana ad aver pubblicato il libro da cui è stato tratto l'omonimo film "Nomadland"

Foto dalla pagina Facebook di Edizioni Clichy

Il sogno di poter portare a casa tre Academy Awards purtroppo è rimasto tale. Laura Pausini con la canzone "Io Sì" del film "La vita davanti a sé" e il film Pinocchio con candidati Massimo Cantini Parrini (di Firenze) per "Costume design" e Dalia Colli (di Livorno) per la sezione "Makeup and hairstyling" non sono riusciti a conquistare l'Oscar.

Nelle categorie in cui l'Italia era nominata, ovvero "migliore canzone originale", "migliori costumi" e "migliore trucco e acconciature" i vincitori sono stati: "Fight for you" per "Judas and the Black Messiah" di H.E.R., Ann Roth con i costumi e Mia Neal e Jamika Wilson per il trucco e accoinciature di "Ma Rainey's Black Bottom".

L'Italia è rimasta a bocca asciutta, ma il traguardo personale sia per Pausini, Cantini Parrini che per Colli è immenso. In particolare la cantante romagnola ha mostrato la propria commozione via social postando una foto sul red carpet accompagnata dalla frase "Nel dubbio non svegliatemi".

Oscar 2021: la felicità di Firenze per la vittoria di Nomadland

La notte degli Oscar 2021 è stata dominata, da quello che già era considerato il favorito, dal film Nomadland. La vincitrice della categoria miglior film, miglior regista e migliore attrice protagonista (Frances McDormand) è una pellicola americana girata dalla regista Chloé Zhao - prima regista asiatica a vincere la statuetta e seconda regista donna premiata nella storia dell'Academy - che racconta la storia di una comunità nomade che si riappropria degli ampi spazi statunitensi.

A gioire per queste grandissimi vittorie è la casa editrice fiorentina Edizioni Clichy unica, in Italia, ad aver pubblicato nel giugno 2020 il libro di Jessica Bruder (giornalista statunitense), da cui il film è tratto.

Sui social Edizioni Clichy ha pubblicato un lungo commento sulla vittoria del film/libro: 

La prima volta che abbiamo letto Nomadland di Jessica Bruder abbiamo subito pensato che quella dei nuovi nomadi d'America fosse una storia che valeva la pena di essere raccontata. Una di quelle storie che hanno la forza di cambiare un po' il mondo. Di quelle che piacciono a noi, insomma Poi Linda, Bob, Swankie sono andati ben oltre la nostra più rosea immaginazione imboccando strade imprevedibili: il red carpet, Venezia, Hollywood. Stanotte Nomadland si è aggiudicato la bellezza di 3 Oscar e che Oscar: Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Attrice protagonista. "Questo film ci ha insegnato il potere della resilienza e della speranza" ha detto Chloé Zhao accettando il premio, seconda donna nella storia degli Academy Awards. Noi abbiamo festeggiato e sì, ci siamo anche commossi, sapete? Abbiamo fatto un brindisi a Chloé, un altro a Frances McDormand, uno ancora per Searchlight Pictures e Disney+ senza i quali tutto questo non avrebbe mai potuto succedere. Ma il brindisi più grande ancora una volta l'abbiamo tenuto per Linda, Bob, Swankie e per tutti quelli che nel sogno americano non hanno trovato un posto dove stare. Aver contribuito a far sentire la loro voce per noi resta il premio più grande. E ora? "Non ci sono ultimi addii. Ci vediamo lungo la strada" La strada di tutte le librerie d'Italia, pronto ad accogliere chiunque abbia voglia di partire alla scoperta di una realtà diversa: più umana, più solidale, più bella. W Nomadland! Il sogno è diventato realtà.

La trama di Nomadland

La trama del film Nomadland dal sito di Edizioni Clichy:

Ogni giorno in America, il Paese più ricco del mondo, sempre più persone si trovano a dover scegliere tra pagare l’affitto e mettere il cibo in tavola. Di fronte a questo dilemma impossibile, molti decidono di abbandonare la vita sedentaria per mettersi in viaggio. In un mondo in cui basta un ricovero in ospedale al momento sbagliato per mandare in fumo i risparmi di una vita, in cui la previdenza sociale è praticamente inesistente e il peso dei debiti spinge molti alla disperazione, donne e uomini in età da pensione hanno iniziato a migrare da un lato all’altro del Paese attraverso i mezzi di trasporto più vari, tra un lavoro precario e l’altro. Tra loro Linda May (interpretata da Frances McDormand): una nonna di 64 anni, dai capelli grigi, che vive viaggiando su un 28 piedi, e Bob Wells, diventato vero pilastro della comunità dei nomadi dopo anni di sofferenza e fallimenti. Nomadland, nato dall’inchiesta «Dopo la pensione» (vincitrice del Premio Aronson 2015 per il giornalismo sulla giustizia sociale) ci accompagna in un viaggio indimenticabile attraverso la vita, i sogni e le speranze di questi nomadi del terzo millennio, per scoprire che, squarciato il velo illusorio del Sogno Americano, al di là è forse possibile scorgere una nuova realtà, più umana, più solidale, più bella.

Oscar 2021: tutti i vincitori

  • Miglior film: Nomadland
  • Miglior regia: Chloé Zhao (Nomadland)
  • Miglior attore: Anthony Hopkins (The Father – Nulla è come sembra)
  • Miglior attrice: Frances McDormand (Nomadland)
  • Miglior attore non protagonista: Daniel Kaluuya (Judas and the Black Messiah)
  • Miglior attrice non protagonista: Yuh-Jung Youn (Minari)
  • Miglior film internazionale: Un altro giro (Thomas Vinterberg)
  • Miglior film d’animazione: Soul (Pete Docter e Dana Murray)
  • Miglior corto d’animazione: Se succede qualcosa vi voglio bene di Michael Govier e Will McCormack
  • Miglior sceneggiatura originale: Emerald Fennell (Una donna promettente)
  • Miglior sceneggiatura non originale: Christopher Hampton e Florian Zeller (The Father – Nulla è come sembra) Miglior cortometraggio: Due Estranei (Travon Free e Martin Desmond Roe)
  • Miglior scenografia: Donald Graham Burt e Jan Pascale (Mank) Migliori costumi: Ann Roth (Ma Rainey’s black bottom)
  • Miglior documentario: Il mio amico in fondo al mare di Pippa Ehrlich, James Reed and Craig Foster
  • Miglior cortometraggio documentario: Colette di Anthony Giacchino e Alice Doyard
  • Miglior sonoro: Nicolas Becker, Jaime Baksht, Michelle Couttolenc, Carlos Cortés e Phillip Bladh per Sound of Metal Miglior fotografia: Erik Messerschmidt (Mank)
  • Miglior montaggio: Mikkel E. G. Nielsen (Sound of metal)
  • Migliori effetti speciali: Andrew Jackson, David Lee, Andrew Lockley e Scott Fisher (Tenet)
  • Miglior trucco e acconciatura: Sergio Lopez-Rivera, Mia Neal e Jamika Wilson (Ma Rainey’s black bottom)
  • Miglior colonna sonora: Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste (Soul)
  • Miglior canzone: Fight for you (Judas and the Black Messiah).
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