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La ciclofficina sociale a Scandicci: luogo di rinascita per bici e formazione per i ragazzi

Il progetto di mobilità sostenibile parte con un’apertura settimanale il giovedì dalle 10 alle 13

Al Gingerzone di piazza Togliatti a Scandicci, si comincia a fare sul serio: covid permettendo stanno infatti procedendo le tante attività previste nello spazio recuperato al centro di Scandicci. In particolare da giovedì 22 aprile sarà aperta al pubblico una ciclofficina sociale. Per ora si tratta di un’apertura settimanale, il giovedì, dalle 10 alle 13 ma l'obiettivo è di arrivare ad almeno due giorni di apertura.

La ciclofficina sarà principalmente un luogo di incontro e di formazione, o meglio di tirocinio formativo, per i ragazzi minori non accompagnati ospitati dai centri di accoglienza della Diaconia Valdese e non solo, che qui potranno imparare un mestiere o per lo meno apprendere i primi rudimenti di questo lavoro per capire se possa essere o meno una passione da perseguire.

La ciclofficina, gestita in collaborazione con la Cooperativa Ulisse, si inserisce in una serie di progetti che vedono coinvolti tanti soggetti della società civile fiorentina e scandiccese, che convergono e danno vita a un luogo di inclusione e di formazione insieme.

A cofinanziare questa iniziativa c’è il progetto “Biciliberatutte” promosso dall’associazione Le Curandaie in collaborazione con COSPE, Fiab, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, la Diaconia Valdese e con il sostegno della Fondazione CR di Firenze, che offrirà anche corsi di bici per l’autonomia e la mobilità a donne migranti sia a Scandicci che nel quartiere delle Cure di Firenze, dove in concomitanza, il 22 aprile, apre la sede della ciclofficina di quartiere.

Grazie al progetto “Milleunabici” che la Cooperativa Ulisse sta gestendo al carcere di Sollicciano arriveranno alla ciclofficina delle Curandaie e del Gingerzone 10 biciclette, sistemate dai detenuti durante i corsi di ciclomeccanica, e che i ragazzi che parteciperanno al progetto potranno personalizzare, smontare rimontare e rendere dei pezzi unici con il marchio “piedelibero”.

L’attività di inserimento lavorativo e di formazione promossa da COSPE a Scandicci e in tutta l’area fiorentina è inserita nel progetto Inclusive Zone, con il fondo Neveralone, finanziato dalla Fondazione Cariplo, che già ha “sponsorizzato” il tirocinio di due ragazzi, Jetmir e Mateo, diciottenni albanesi ospiti della Diaconia, alla ciclofficina fiorentina della cooperativa Ulisse. Oltre a loro il progetto ha attivato 10 inserimenti lavorativi (7 conclusi e 3 in corso) che vanno dalla ciclomeccanica alla trasformazione alimentare (pasticceria e macelleria) alle tecniche di pitturazione muraria. Sono in totale 40 i ragazzi minori non accompagnati, oltre a 3 provenienti dal centro di salute mentale, che il progetto segue.

Giovedì 22, nel rispetto delle norme anticovid, al Gingerzone sarà possibile visitare gli spazi, vedere le attrezzature in dotazione e le prime bici da sistemare, sarà possibile inoltre incontrare i ciclomeccanici e chiedere informazioni sul futuro funzionamento. La cittadinanza in futuro potrà portare qui le proprie bici e farle riparare dietro una donazione. Si tratta del primo esperimento di attività di mobilità sociale e green che vorrà caratterizzare questo luogo, fortemente voluto dal Comune di Scandicci in collaborazione a tante realtà del territorio come e con il sostegno di Fondazione Finanza Etica e il Consorzio Pegaso.

Il nuovo Gingerzone, spazio recuperato e rinnovato da COSPE, vuole dunque essere un luogo aperto di alle associazioni e alla cittadinanza sarà destinato all’elaborazione e la realizzazione di iniziative sociali e culturali. Un vero e proprio hub, in cui si svolgeranno attività di formazione e di avviamento al lavoro per giovani di tutte le nazionalità, nelle quali sarà coinvolta quella parte della società civile e produttiva attenta ai temi dell’accoglienza (il mondo del Terzo Settore e dell’economia sociale e solidale).

Nell’ottobre scorso le facciate del Gingerzone sono state dipinte da quattro street artist di fama internazionale: James boy, Ache 77, Exit/Enter e Millo, al secolo Francesco Camillo Giorgino. Oggi queste opere rendono il Gingerzone un luogo bello e riconoscibile in tutta la città.

“Lavoreremo – dice Gianni Gravina, responsabile del progetto per COSPE - a sollecitare e promuovere il coinvolgimento di tutti gli attori sociali ed economici del territorio (anche quelli meno attenti) per far sì che il patrimonio di competenze, risorse, capitale umano e sociale rappresentato dai giovani – stranieri ed autoctoni – e le potenzialità del territorio si incontrino verso lo sviluppo e la crescita reciproca. Ad oggi grazie al progetto “Inclusive zone” siamo riusciti a organizzare corsi di italiano L2, corsi di italiano tematici (per la patente, per il permesso, per il lavoro); un percorso di tre incontri per ciascuno sul bilancio delle competenze e corsi di alfabetizzazione informatica”.

Grande soddisfazione anche da parte del Comune di Scandicci che ha fortemente voluto questo progetto di riqualificazione: “E’ un progetto che ha in sé i valori dell’integrazione, della dignità e del valore delle persone, del rispetto, dell’ambiente, della lotta agli sprechi e del riuso, e al tempo stesso è utile perché offre un servizio concreto ai cittadini – dice l’assessora alle Politiche giovanili Ivana Palomba – ringraziamo COSPE e tutti i promotori, anche perché finalmente con la ciclofficina sociale il Gingerzone torna a vivere come luogo d’incontro per le giovani generazioni”. (P.C.)
 

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