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Dario Nardella

Dario Nardella

Elezioni, Nardella lancia la corsa: "Il parcheggio del Carmine non si farà"

Il vicesindaco, candidato Pd alla guida di Firenze, al Palazzo dei Congressi ha aperto la campagna elettorale: "Abbatterò l'Irpef per i redditi sotto i 25mila euro. Sulla tramvia ci giochiamo tutto. Faremo lo stadio e pedonalizzerò viale Paoli"

“Tutto è cominciato da qui”. Firenze ha dato i natali all’era Renzi. Firenze è stata la culla della fenomenologia, ieri la rottamazione, oggi il renzismo, che ha portato l’ex primo cittadino a Palazzo Chigi, passando per la segreteria del Pd. Dario Nardella ieri sera, alle 21, si è presentato sul palco della Sala Rossa del Palazzo dei Congressi, avendo bene a mente gli albori. Ma davanti ad oltre mille persone – con i posti a sedere tutti occupati e con diversa gente in piedi – non ha chiesto un nuovo inizio ma un “nuovo capitolo della stessa storia. Oggi raccolgo il testimone che Renzi lascia, lo faccio con la convinzione e consapevolezza che i nostri concittadini si aspettano un sindaco all’altezza delle sue aspirazioni, che possa parlare al governo lo stesso linguaggio”.

Solo sul palco, camicia sull’azzurro per non stonare con i colori della campagna, senza giacca né cravatta, i video patinati dedicati a Firenze. Il format è quello collaudato di Renzi: quell’interazione continua tra linguaggio e immagini. Con una novità, la presenza costante del simbolo del Pd. Poco più sotto del podio, seduti nelle prime file, Marco Carrai, la candidata alle europee Simona Binafé, l’onorevole David Ermini, la senatrice Rosa Maria Di Giorgi, l’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici, il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, il presidente del consiglio regionale Alberto Monaci, il rettore Alberto Tesi, Francesco Bianchi, commissario del Maggio fiorentino.

È in questa cornice che il vicesindaco di Firenze – esordendo con La Pira e lambendo la questione dimissioni che sta montando in città, “ho firmato le dimissioni e le ho consegnate al presidente della Camera, Laura Boldrini, e ho chiesto che il Parlamento le approvi” – ha lanciato ufficialmente la sfida elettorale. E ha provato a raccontare il suo capitolo, ‘Firenze più di prima’.

Un progetto politico che si strutturerà su diversi capisaldi. Alcuni all’orizzonte, come asset dell’azione politica: “Firenze città del mondo, Firenze viva e vivibile, Firenze viva e creativa. Altri a stretto giro. Partendo dalla gestione dei doppioni in città (come “le figurine di mio figlio Cosimo”): due teatri, due stadi, due tribunali. “Nei primi cento giorni…” (formuletta che fu collaudata per la prima volta da Silvio Berlusconi, che è sempre piaciuta a Renzi e che ha convinto anche Nardella) “lanceremo il bando per San Firenze”. E ancora, “faremo il nuovo stadio, ve lo assicuro. Ma mentre faremo il nuovo sapremo già cosa fare al Franchi. A Campo di Marte immagino viale Paoli pedonalizzato e verde, un luogo per passeggiare, per le famiglie, per fare sport che faccia non da frontiera ma da cerniera alla cittadella dello sport”.

Tasse: Nardella al palacongressi ha ribadito il taglio dell’addizionale Irpef che scatterà già nel bilancio 2014 per i redditi fino a 25mila euro. Il tema delle periferie da rilanciare nell’ottica della città metropolitana, “saranno il nostro nuovo centro”.

Un saluto agli alleati, Sostieni Firenze di Valdo Spini, l’IdV: “Abbiamo scelto la squadra politica rinunciando ad accordi elettorali di comodo e forse perderemo qualche voto. Ma meglio qualche voto in meno oggi dei ricatti domani. La nostra è una bella coalizione di centrosinistra. Vedo che altri si accontentano del ballottaggio, noi del governo della città”.

Poi ancora programma: “Faremo la linea 2 e 3 della tramvia, su questo giochiamo tutto, la faccia”. Ed infine un piano parcheggi da circa 6500 posti auto. In questo quadro l’annuncio per quel che riguarda l’Oltrarno è di quelli forti: “Il parcheggio sotterraneo di piazza del Carmine non si farà più, la piazza sarà pedonalizzata e le auto trasferite in altri quattro parcheggi, due pubblici e due privati”.

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