Elezioni Regionali, il piano dei 5 Stelle: “Rifiuti zero entro il 2035, no inceneritori”

La candidata presidente Galletti: “Tariffa puntuale per aziende e famiglie, chi più inquina più paga. Tassa sullo spreco, promozione del riciclo e premi a chi è virtuoso”

“Il nostro piano di gestione dei rifiuti ha come obiettivo principale la costruzione di una Toscana a zero produzione di rifiuti urbani entro il 2035. Serve un maxi investimento da 1 miliardo di euro, che coinvolga la scuola con un potenziamento dell’educazione ambientale e che disincentivi l’utilizzo di materiali non riciclabili e la produzione di rifiuti non differenziati, promuova buone pratiche innovative come lo 'shop to shop' e soprattutto semplifichi la vita ai cittadini, uniformando la raccolta e abbattendo il costo della Tari (tassa sui rifiuti, ndt)”.

Così Irene Galletti, candidata alla presidenza della Regione Toscana per il Movimento 5 stelle, presentando questa mattina alle Murate il programma regionale pentastellato sulla gestione dei rifiuti.

“E' un piano industriale a tutti gli effetti – prosegue la candidata 5 stelle –, la cui spina dorsale è costituita dalla realizzazione o riconversione di 40 impianti per il trattamento dei rifiuti urbani e 10 per i rifiuti industriali. Ovviamente, nessun nuovo inceneritore”.

Il piano, spiega Galletti, “ha come punto d’approdo la creazione di un sistema di raccolta porta a porta semplificato e unificato, con il quale uniformare tutti i Comuni della Regione: due soli contenitori per la differenziata per ciascuna abitazione, uno per l’organico e uno per il multimateriale. I rifiuti indifferenziati ed altre tipologie di rifiuto verranno conferiti in isole ecologiche di quartiere anche mobili presidiate, aperte 24 e in cassonetti stradali digitalizzati e sorvegliati, necessari per l’applicazione della tariffa puntuale”.

“La teoria di base è che chi più inquina e produce rifiuti, più paga e questo deve valere sia per le famiglie che per le imprese per le quali abbiamo previsto l’introduzione di una 'waste tax' (tassa sullo spreco, ndr) e una 'plastic tax' (tassa sulla plastica, ndr). Al contempo prevediamo incentivi per la riconversione degli impianti alla produzione di imballaggi ecosostenibili e per la grande e piccola distribuzione che introdurranno il rifiuto a rendere”, prosegue ancora Galletti.

Nel piano dei pentastellati c'è poi la volontà di mandare in soffitta gli attuali 3 grandi Ato (Ambiti territoriali ottimali) nei quali è divisa la Toscana (“perché hanno avuto risultati fallimentari”) e sostituirli con 10 Apo, Ambiti provinciali ottimali, cioè “società a totale gestione e controllo pubblico per poter lavorare con economie di scala e massimizzare l’efficienza degli impianti e della logistica”.

Nel programma dei 5 Stelle si legge poi la volontà di realizzare 20 centri di recupero e riuso (2 per provincia), 5 centri di trattamento dei Raee, i rifiuti cioè che derivano da apparecchi elettrici od elettronici  (1 ogni 2 province), 5 centri di selezione del selezionato per il trattamento di materiali differenziati  come vetro, plastiche, metalli (1 ogni 2 province), 10 tmb (impianti per il trattamento biologico meccanizzato) “per arrivare, progressivamente, ad avere uno scarto di rifiuti non recuperabile del solo 3% entro 10 anni”, il mantenimento momentaneo di soli 3 inceneritori attivi, con avvio dello spegnimento definitivo di tutti gli impianti entro il 2024, chiusura di tutte le discariche entro il 2024 tranne dieci da avviare al 'post mortem' entro il 2035, incentivi ai produttori che adeguano i propri impianti alla produzione di imballaggi/oggetti riciclabili/riutilizzabili ed imposte ai produttori che non li adeguano.

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“Questo lavoro – conclude Galletti – è solo il punto di partenza per la costruzione di una Toscana davvero virtuosa nella gestione del ciclo dei rifiuti e nella promozione di una reale economia circolare”.

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