Elezioni regionali, la candidata del Movimento 3V Vigni: "No all'obbligo dei vaccini, la sanità non miri al profitto"

Tra i candidati a presidente della Toscana c'è anche Tiziana Vigni, del movimento 'Vaccini Vogliamo Verità, Libertà di Scelta': "Il conflitto oggi è tra dominati e dominanti"

Tiziana Vigni, fermo immagine da video su Youtube

Tiziana Vigni è la candidata a presidente della Toscana per il Movimento 3v, 'Vaccini vogliamo verità, libertà di scelta', noto per il 'no' all'obbligo vaccinale.

E' avvocato cassazionista. Laureata in Giurisprudenza nel 1986 "dal 1998 - si legge sul suo sito -, mi occupo dei danni da colpa medica". Nel 2001 "si specializza nel settore delle emissioni elettromagnetiche e dallo stesso anno è responsabile provinciale dell’Associazione consumatori CODACONS per la provincia di Siena".

Nella sua pagina rivendica lotte ambientaliste, contro gli inceneritori, collaborazioni col comitato No Muos e con quello di Terni "per la rimozione delle pericolose antenne radio".

Nel 2012 si costituisce parte civile con Codacons nei processi penali nazionali contro gli amministratori del Monte dei Paschi di Siena.

Nel 2017, "dopo l’introduzione in Italia della famigerata legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale, cura per 6 mesi lo sportello nazionale vaccini di Codacons e offre difesa legale alle famiglie dei bambini nella fascia 0-6 anni esclusi dalla scuola" (in foto Tiziana Vigni, fermo immagine da video su Youtube).

Perché il Movimento 3v si candida in Toscana?

Per portare una corretta informazione sui temi sanitari e per tutelare la salute dei cittadini, che poi significa attuare una politica veramente ecologista a difesa dell’ambiente. Ogni anno in Italia muoiono 60.000 persone a causa dell’inquinamento: questo dato dovrebbe essere alla base di un’emergenza nazionale. Inoltre mi candido perché sono legata alla mia regione e voglio renderla migliore.

Ci spiega il significato delle 3v e quali sono gli obiettivi del vostro movimento?

Vaccini Vogliamo Verità, Libertà di Scelta. Noi esigiamo una informazione trasparente e diciamo no all’obbligo vaccinale, laddove non sia stato valutato attentamente il rapporto costi/benefici, in modo particolare rispetto al vaccino antinfluenzale.

Cosa pensa dei vaccini? Se e quando arriverà un vaccino contro il coronavirus dovrà essere obbligatorio?

No, anche perché i vaccini contro il Covid agiranno 'informando geneticamente', con tutti i rischi connessi.

Siete noti per le vostre posizioni avverse ai vaccini. Ma passiamo anche ad altri temi. Aeroporto di Firenze: è favorevole all'ampliamento?

Noi vogliamo grandi poli aeroportuali lontani dalle città, con rete ferroviaria efficiente e collegamenti puntuali.

Alta velocità ferroviaria: sì o no al tunnel di 7 chilometri sotto Firenze e alla stazione Foster? Terza corsia della superstrada Fi Pi Li: va fatta o no?

Rispondo a queste due domande con un principio di carattere generale: le opere pubbliche, e le grandi opere in particolare, devono essere realizzate solo se indispensabili per la comunità. Laddove vengano realizzate per l’interesse di pochi, come nel caso del tunnel ferroviario sotto Firenze, devono essere avversate. Sarebbe più logico far funzionare davvero le infrastrutture già esistenti.

Quali infrastrutture vorrebbe realizzare nei prossimi 5 anni in Toscana?

Quelle che consentono di migliorare i collegamenti rispetto ai centri più svantaggiati. La strada ferrata, per tutta la Toscana, deve essere la vera priorità. E' impossibile che una regione considerata civilizzata abbia un così scandaloso servizio di mobilità pubblica su rotaia.

Come migliorare il trasporto pubblico su ferro e su gomma? Ha condiviso la decisione della maxi gara unica per affidare la gestione del trasporto pubblico o tornerebbe indietro?

La mania della privatizzazione è una brutta mania che viene da lontano. Politici eterodiretti dai poteri finanziari che hanno raggiunto in Toscana sanità e trasporti. Se un servizio pubblico deve fare profitto alla lunga ci rimetteranno i cittadini. Basta svendere il Paese.

Come pensa di rilanciare l'economia toscana dopo il lockdown? E le politiche per il lavoro?

Entrambe le domande riguardano questioni di carattere nazionale che implicano un diverso modo di intendere il mondo economico, che dovrebbe vedere lo Stato impegnato nell’organizzazione del mondo del lavoro. Come Regione, ci impegneremmo in questo senso. Vogliamo una Toscana diversa, più ricca e non più schiava di interessi che non sono quelli legati al bene comune. Per il resto, a seguito del lockdown si dovrebbe intervenire a favore di tutti i lavoratori (ceto medio compreso) attraverso un azzeramento almeno annuale delle imposte, stessa cosa per i costi del lavoro a carico delle imprese.

Rifiuti. In caso di elezione, realizzerà nuovi inceneritori-termovalorizzatori? Se sì, dove? Se no, come si risolve il problema?

Assolutamente no. Nel nostro programma elaboriamo in modo chiarissimo la volontà di andare incontro a un futuro che abbracci la politica del Rifiuto Zero, potenziando gli impianti di riuso e riciclaggio. La Toscana è tredicesima in Italia per la percentuale di rifiuti riciclati e tra le prime per i costi del servizio: questa gestione, soprattutto per motivi legati alla salute dei cittadini, deve essere cambiata alla radice.

Asilo nido, come dare la possibilità a tutti i bambini di accedervi?

Prevedendo asili gratuiti per tutti.

Università e diritto allo studio, cosa può essere migliorato?

L’università deve, di concerto con l’indirizzo economico previsto dallo Stato, consentire a chi si laurea di trovare occupazione o svolgere la professione, in modo stabile e proficuo.

Sanità. La giunta Rossi ha ridotto il numero delle Asl, dividendo la Toscana in tre macro aree. Cosa ne pensa? E' necessario tornare indietro?

Quello che è stato fatto è un errore. Noi vogliamo mantenere i presidi sanitari locali, rafforzarli e dare la possibilità a ogni cittadino toscano di avere un ospedale funzionante non troppo distante da casa: la sanità non è un’azienda, non si può tagliare la spesa per aumentare i profitti. Ricordiamoci che in Toscana la spesa sanitaria annua, dal 2005 al 2018 è aumentata di 2 miliardi di euro.

Come ridurre i tempi delle liste di attesa?

Prevedendo una maggiore occupazione di personale medico e paramedico dove necessario e incentivando il passaggio dei medici in intramoenia al pubblico.

Modificherebbe le normative regionali che stabiliscono i criteri per l'accesso alle case popolari? Come?

E' necessario attenersi scrupolosamente alle graduatorie che danno diritto a tali alloggi al fine di evitare quei casi che vedono famiglie in lista da anni scavalcate ingiustamente da altre.

Come governare il fenomeno dell'immigrazione? Il modello toscano dell'accoglienza diffusa ha funzionato?

Non ha funzionato, è solo servito ad acuire le tensioni.

E' favorevole a realizzare in Toscana Centri per il rimpatrio (i Cpr)? Se sì, quanti e dove?

Io credo che sia importante fermare alla base questa moderna tratta di schiavi voluta dal modello neo-liberista globale. La immigrazione va poi ovviamente regolamentata.

Lei si ritiene antifascista? Ha senso per lei oggi definirsi antifascista?

Io sono antifascista, ma il problema oggi è quello del conflitto tra dominati e dominanti, fra popolo ed élite.

C'è una persona, politica o no, alla quale si ispira?

Non mi ispiro a una persona in particolare. Mi ispiro all’idea generale di giustizia, che trova nella costituzione la più alta declinazione.

Il governo deve chiedere i fondi del Mes? Che ruolo vede per la Toscana in Europa?

Siamo contrari al Mes. La Toscana, come l’Italia, non deve sottostare a politiche che non tengono conto delle specifiche del territorio. I fondi MES, poi, laddove non restituiti, ci porterebbero a subire condizioni simili a quelle subite dalla Grecia. Noi abbiamo una visione della Toscana come il centro verde d’Europa, una tra le maggiori mete per eco-turismo e qualità della vita al mondo.

La prima legge che promuoverebbe se fosse eletto/a presidente della Regione

Realizzerei una legge che preveda l’estremo sviluppo delle autonomie locali per sostenere il tessuto produttivo della nostra regione.

E nei primi 100 giorni?

Passerei ad applicare il nostro programma in vista di un rinnovamento ambientale dell’intero territorio, così da avvicinarsi all’ideale di Toscana che abbiamo immaginato: verde, plastic-free, cruelty-free, carbon-neutral, con una gestione dei rifiuti a impatto minimo e l’attuazione di politiche che favoriscano una vera economia circolare.

Ultima domanda: cosa voterà al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari? Perché?

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Voterò 'no', perché con il taglio diminuirebbe la possibilità di rappresentanza dei cittadini, soprattutto con una legge elettorale dove i pochi che rimarranno verranno nominati dai partiti.

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