Come aprire la partita iva

Le informazioni base per chi decide di aprire la partita iva

Aprire una partita iva è una decisione importante per questo è necessario valutare molti aspetti per identificare nel modo corretto la posizione imprenditoriale. Per prima cosa la valutazione del regime fiscale da adottare ed il codice Ateco che identifichi correttamente la sua attività. Poi bisognerà capire se si è obbligati o meno all’iscrizione ad una cassa previdenziale e soprattutto a quale sia giusto più conveniente iscriversi.

In ultimo, ma non di minor importanza, il neo imprenditore dovrà calcolare i costi di apertura della Partita IVA ed i costi annuali per il suo mantenimento con relative procedure burocratiche.

Quale regime fiscale da adottare

La prima valutazione da fare riguarda quale regime adottare. E’ possibile scegliere tra regime ordinario e forfettario.

Il primo può essere adottato da chiunque voglia intraprendere una attività professionale o un’attività produttiva.

L’adozione del regime ordinario implica il dover adempiere ad alcuni obblighi contabili, amministrativi e burocratici.

Con l’apertura della ditta individuale il titolare della P.IVA è tenuto:

  • all’iscrizione nel Registro delle Imprese,
  • alla liquidazione e al versamento dell’Iva, tenuta dei registri contabili e la compilazione degli Indicatori Sintetici di Affidabilità (ISA che dal 2018 sostituiscono gli studi di settore),
  • alla fatturazione elettronica,
  • al pagamento dell’IRPEF  e dell’IRAP,
  • all’iscrizione all’INPS ed in alcuni casi dell’INAIL

Il regime forfettario invece è un regime contabile semplificato.

In questo caso non abbiamo l’obbligo dei registri contabili, dell’iscrizione all’INAIL, della compilazione degli ISA e dell’iscrizione al Registro delle Imprese ma soprattutto è un regime fiscale con aliquota unica (la cosi detta flat tax).

Con il regime forfettario, infatti, si applica un aliquota unica pari al 15 % sulla base imponibile calcolata in maniera forfettaria.

Non tutti i professionisti o imprese possono accedere però  al regime forfettario.

Nella sua attuazione vi sono delle limitazioni, da rispettare:

  •  il limite dei ricavi massimo è di € 65.000,00 annui;
  • il professionista non può avere un reddito da lavoro dipendente superiore a € 30.000,00;
  • non può  spendere più di € 20.000,00 annui per l’impiego di lavoratori dipendenti;
  • non si possono avere partecipazioni in società.

La fatturazione elettronica non è obbligata, ma nulla vieta il suo utilizzo.

Apertura Partita Iva e Regime contributivo

A prescindere dal regime ordinario o semplificato per l’apertura della Partita Iva, vi è l’obbligo di iscrizione ad una cassa previdenziale.

Nella maggior parte dei casi la scelta sarà l’iscrizione alla gestione separata dell’INPS, con aliquote differenti a seconda dell’attività svolta e del regime fiscale.

Differente è l’opzione per coloro i quali appartengono agli ordini professionali poichè dovranno effettuare l’iscrizione alla cassa previdenziale dell’ordine a cui appartengono, versando i contributi annuali dovuti.

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Quanto costa, e dove, aprire una Partita Iva

Il costo di apertura di una Partita Iva non è eccessivo, la cifra si aggira intorno al 100 euro, ciò che incide è la scelta della consulenza prima di inviare la domanda in via telematica all'agenzia delle entrate. Si può scegliere di farsi seguire da studi professionali, i commercialisti, i consulenti del Lavoro abilitati i CAAF e le Associazioni Datoriali: tutti coloro che si occupano di Servizi alle Imprese.

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